Sguardi dalle Dolomiti #4 – La Schiara

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L’imponente versante nord della Schiara. A destra la Gusela del Vescovà e Nason.

Testo e foto di Giulio Zucchetto per Incontrarte Feltre |

Il Gruppo della Schiara, tanto caro a Dino Buzzati, è un complesso montuoso che si affaccia sulla Valbelluna, le cui principali vette e pareti sono chiaramente visibili dalla città di Belluno.
Le più importanti cime e punti d’appoggio (come il rifugio Settimo Alpini) sono molto frequentati ed apprezzati per gli scenari di maestosa bellezza, attraversati da diversi sentieri escursionistici e vie ferrate, non ultima la nota Alta Via n.1, nelle tappe conclusive del lungo percorso che dal lago di Braies arriva a Belluno.

Nonostante le quote siano relativamente basse (la Schiara, la cima più alta che dà il nome al Gruppo, sale fino a 2565 metri), la sensazione è di trovarsi in uno scenario di alta montagna, con pareti di prim’ordine.
Basti pensare alla parete sud-ovest del Burèl che precipita in un abisso di un chilometro e mezzo nella selvaggia Val di Piero, risultando essere una delle scalate più grandiose delle Alpi. Della stessa, Reinhold Messner ha affermato «La via, in questo remoto ambiente della Val de Piero, richiede un grande impegno morale (…) La roccia è infida e l’ascensione pericolosa. Essa appartiene alle più grandi imprese contemporanee nelle Dolomiti».

Il Gruppo si trova inoltre all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, offrendo una grande varietà di ambienti, flora e fauna. Si parte dal soleggiato versante meridionale che risente del clima della pianura veneta, con una grande varietà di vegetazione ed i caratteristici docili pendii pratosi del Serva e del Terne.
Superate le creste della Schiara e del Pelf ci si ritrova negli oscuri versanti settentrionali, in ambienti rigidi con forre e strettissime gole di paurosa profondità. Tra questi, la Val Vescovà, Val Clusa e Val di Piero, ambienti ostili in cui sembra di essere completamente tagliati fuori dal mondo pur avendo la Statale Agordina e la Valbelluna dietro l’angolo.

Le escursioni non sono mai monotone all’interno di queste montagne e a volte sembra di respirare una lontana malinconia. Gli scenari sono estremante caratteristici, a volte stravaganti con forme strane, guglie pittoresche (la famosa Gusela del Vescovà ne è l’esempio), cime appartate e dal sapore romantico come la Talvena.
Nulla lascerà insensibile l’attento escursionista.