Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia

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Enrico Macioci
Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia

Christian e Francesco hanno sei anni, sono amici per la pelle ed abitano in due condomini a poca distanza l’uno dall’altro.

È il 1981, i bambini giocano per strada, nei cortili, anche se non sanno leggere sanno quale campanello suonare quando vanno uno a casa dell’altro.

Gli adulti si conoscono e sono piuttosto tranquilli. Era difficile che i bambini si allontanassero e quando lo facevano non se si facevano scoprire.. Non c’erano i cellulari, non c’erano i social. I bambini organizzavano i loro giochi nel cortile e soprattutto Christian aveva un’idea che l’assillava: voleva costruire una base spaziale in una dolina appena fuori città .

Lo spiazzo si vedeva dalle loro case, un largo squarcio cobalto prima dei boschi.
Questo diventa il loro segreto, Christian ha tante idee e progetta, voleva sparare una sonda ma prima bisognava costruire la base spaziale.

Aveva preparato il disegno del progetto.
Erano entusiasti. Francesco pendeva dalle labbra di Christian.
Tutto era tranquillo a parte un vicino che ogni tanto li faceva spaventare raccontando storie inventate.
Tutto questo modo di vivere duró fino al 10 giugno di quell’anno.

L’Italia tutta aveva appreso e seguito la diretta tv la vicenda di Alfredino Rampi, sei anni pure lui, caduto in un pozzo .

Quel pomeriggio Christian uscì dalla casa di Francesco per fare ritorno nella sua, Francesco l’ha visto fino a quando la visuale dal suo balcone glielo ha permesso.
Quella sera Francesco non era tranquillo , una malinconia insolita, i genitori che amava molto, non erano molto in accordo e poi una telefonata quelle che non si vorrebbe mai ricevere: Christian quella sera non era tornato a casa.

Sono tutti in subbuglio, mentre la tv trasmette il tentativo di salvare Alfredino,
“Sfonda quella porta ed entra nella stanza buia “ era stato detto da Alfredino ad un vigile che si era calato nel pozzo.

Ma nella stanza buia c’era pure Francesco, la famiglia di Christian e la sua.
Lui l’ha visto andare verso casa ed è l’unica cosa che sa.

Forse sa dov’è andato ma non vorrebbe svelare il loro segreto.
I sentimenti che vive Francesco sono i più terribili: angoscia, impotenza, rabbia, tristezza.

Quello che è successo ad Alfredo Rampi è storia nota purtroppo.
Di Francesco sappiamo della sua crescita e della sua vita adulta. E Christian?
C’è uno spartiacque dopo la tragedia di Vermicino nella vita dei protagonisti, la libertà di poter giocare in cortile tra ragazzini, la tranquillità degli adulti che non intravedevano pericoli per i figli era finita.

Tutto doveva essere sotto controllo, bisogna prestare molta più attenzione a tutto.
La scomparsa di Christian ha messo in subbuglio ancora di più ed ha segnato tutti. Francesco in modo particolare.
È una storia di sentimenti, di fragilità e di amicizia profonda.
Una lettura comunque piacevole.

Anna