Sfinito sentire

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SFINITO SENTIRE

Ti cerco nelle strofe
che s’aprono al verbo
che non s’ode.

Frugo tra le parole
che seminano afflati
e reggo il senso
del tuo principio affermato.

Tu che regni ancora
nel mio sfinito sentire,
regalami il giorno gaio
e l’abbraccio sperato.

Donami la chiave
per trovare l’assenso,
dammi il segreto
per farti amare.

Tu che dimori
oltre quel muro,
abbatti l’orgoglio
e costruisci il ponte.

Fammi tornare ad essere
l’acqua del tuo rio,
che scorre
sul letto quieto
del tempo spartito.

Raggiungimi là,
dove la notte intona il canto
e l’alba ammanta
il suo disincanto.

Non chiedo altro
che l’attimo presente,
il futuro è vago
e l’ignoto non ha senso.

Oggi, è Primavera,
l’Inverno è ancora lontano.

@ Anna Cappella @