Sergio Cova. Il Modigliani perduto

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Sergio Cova
Il Modigliani perduto

Recensione a cura di Anna Cavestri

In questo romanzo, si amalgamano perfettamente con le vicende narrate, Venezia e il mondo dell’arte.
L’autore ha scelto di raccontare Venezia nella sua completezza, mostrando non solo la parte prettamente turistica della città, ma anche bellezze meno in evidenza, muovendosi tra vie meno note e palazzi non solitamente frequentati dai visitatori.

Cova ci racconta dell’arte nascosta, quella dei falsari, dei collezionisti non sempre onesti, l’arte che ha un padrone e che fa il giro del mondo insieme ad un business parallelo e fuori legge. Tutto il romanzo è pervaso di citazioni artistiche che suggeriscono un grande lavoro di ricerca e documentazione da parte dell’autore, il quale, nella presentazione del suo libro, ha dichiarato di avere un’autentica passione per Modigliani.

Dell’artista e della sua vita si parla molto in questo romanzo. Giacomo Maran, il protagonosta, è un artista, un pittore mancato, che prima si è dedicato a dipingere falsi d’autore, per poi diventare, una volta scoperto, un esperto d’arte, uno che i falsi li smaschera.

Così gli capita tra le mani il diario di un pittore spagnolo vissuto a Parigi nei primi anni del Novecento, Manolo, che racconta di aver dipinto una natività sopra un nudo di Amedeo Modigliani. Scovare il Modigliani perduto tra le chiese e le collezioni private di Venezia è la missione affidata a Maran, complicata dal fatto che qualcuno sta seminando indizi contro di lui e la polizia gli sta addosso. Quando alcuni dipinti vengono rubati e lui è accusato di omicidio, l’ex falsario dovrà scoprire anche chi vuole incastrarlo. A rendere tutto ancora più difficile ci si mettono i sentimenti: il risentimento di una vecchia fidanzata, il dolore per l’adorata nonna in fin di vita e un incontro, che lo scombussola totalmente, che torna inaspettatamente dal passato, vestendo i panni di una suora.

L’autore sviluppa una storia destreggiandosi abilmente tra crimine e arte, tra mistero e sentimento, miscelati in un giallo impregnato di colpi di scena efficaci, che si susseguono per tutto il libro, destabilizzando il lettore.

I personaggi molto particolari sono ben definiti, la trama è molto ben costruita in tutta la sua struttura, mai banale .Alla fine del libro l’autore, in una nota, ribadisce che ogni riferimento a Modigliani e Jeanne Hebuterne ( sua compagna) è vero, così come sono reali gli aneddoti che si leggono riferiti a Modigliani. Allo stesso modo è davvero esisistito il pittore catalano Manolo.

L’autore afferma: “buona parte delle vicende non sono frutto della mia fantasia, ma sono riportate nel libro Montmartre e Montparnasse di Dan Frank.
Venezia, invece, è reale in tutto e per tutto”

Questo libro è uscito nel 2017 mentre Genova ospitava la mostra dedicata a Modigliani, mostra chiusa in anticipo, perchè pare che tra i quadri esposti ci fosse un falso. Questo libro è uscito prima di questa notizia, Modigliani resta uno degli artisti più falsificati.

Anna