Seppie alla Sanvitese

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Ben ritrovati, oggi andiamo in una regione dove la cucina è varia, spazia tra mare e montagna. La terra del Gran Sasso e della Maiella e del Mare Adriatico: l’Abruzzo. “Mi mangio lo stivale” propone un piatto di mare: le Seppie alla Sanvitese.

Seppie alla Sanvitese 

Tra i tanti piatti di mare della zona di Chieti ci sono le seppie alla Sanvitese. Per gli amanti di questo pesce, un modo saporito per gustarlo e alternativo alle classiche seppie coi piselli.

Filosofia: Onnivori, pesciariani.

Regione di origine: Abruzzo 

Ingredienti (per 4)

900g di seppie pulite e tagliate a pezzetti;

Per la marinatura:

1 peperoncino piccante tritato;

2 cucchiai di prezzemolo tritato;

Olio d’oliva;

Sale q.b.;

Pepe q.b.;

Per la cottura:

Uno spicchio di aglio tritato;

Succo di 2 limoni;

Prezzemolo tritato;

Un dl di vino bianco secco.

Procedimento

Come primo passo si prendono le seppie e si mettono a marinare con il peperoncino, il prezzemolo, il sale e il pepe. Le si ricoprono con olio d’oliva e le si lasciano riposare per alcune ore.

Poi si scalda l’olio della marinatura, di solito un dl in una padella grande, dopo averlo scolato bene. A questo vengono unite le seppie, dopo essere state sgocciolate, poi si aggiunge l’aglio, si versa il vino e si cucina a fuoco lento.

Come ultimo passaggio, si servono le seppie calde con la decorazione del prezzemolo tritato e il profumo del succo di limone aggiunto.

Il vino di solito abbinato:

Cerasuolo d’Abruzzo.

È un vino rosato, uno dei più noti della regione. Si ricava in prevalenza da uve Montepulciano e da altre uve a bacca bianca. Il vino risulta di colore rosa/rosso ciliegia ed ha un sapore intenso. Intenso è anche il profumo che è pure gradevole e fruttato. Il sapore è secco, armonico e piuttosto morbido. Il grado alcolico parte da 11,5°. Da servire fresco e adatto soprattutto al pesce.

Sembra perfetto per le seppie alla Sanvitese, è il classico “vino tranello” che invita ad aggiungere bicchiere dopo bicchiere, specie in estate…

Alla prossima con “Mi mangio lo stivale”

L.D.

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