Senta e Malik

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Senta e Malik

In un paese affacciato sul Mare del Nord, la zona era battuta dal vento gelido, proveniente dalle terre occidentali. L’aria provocava un notevole abbassamento della temperatura. Il clima era rigido e l’agricoltura faticava a svilupparsi. Se il territorio era ingrato, l’acqua (al contrario) mostrava un volto più generoso, infatti brulicava di pesci.

Gli abitanti del villaggio capirono che se volevano migliorare la loro vita, dovevano cambiare “regime”, furono costretti a prendere una decisione. Alla fine, “accantonarono” le coltivazioni “buttandosi” letteralmente nel freddo abbraccio marittimo, diventano abili pescatori. Tra loro si annoverava l’intrepido Malik. L’uomo aveva un coraggio da vendere e gli altri marinai, provavano rispetto nei suoi confronti, considerandolo il comandante ideale. In realtà non l’avrebbe mai voluto, ma fu eletto a capo della squadriglia, grazie all’intuito unito alla conoscenza del mare, riuscivano spesso e volentieri a catturare tanti pesci. Uscivano al mattino presto, quando tornavano al porto, avevano un cospicuo bottino. Ben presto, la fame diventò un lontano ricordo e i bambini si nutrirono.

Purtroppo, mancava la verdura, il clima non era cambiato, continuava ad essere “ingrato”, inoltre gli inverni peggioravano sempre e la temperatura scendeva ben sotto lo zero, una spessa coltre ghiacciata, ricopriva ogni particella terrosa, per lunghissimi periodi. Ad un certo puto, al nostro Malik venne un’idea geniale! Negli abissi si pescavano i pesci, ma c’erano anche le alghe e se “Madre natura”, aveva dato a loro la vita, c’era un motivo, di conseguenza si potevano mangiare. In pochissimo tempo, fu presa la decisione e i marinai iniziarono a raccogliere quei filamenti verdi. Possedevano una certa consistenza, ed erano nutrienti, anche se lessate, risultavano poco gustose e ai bambini non piacevano. Improvvisamente, le donne trovarono una soluzione all’increscioso problema, cominciando a friggere ogni singola alga.

Di solito, formavano una piccola palla che veniva messa in padella. Il risultato era una “sfera”, dai bordi leggermente irregolari e croccate al palato. Quella strana pietanza nata nel mare, piacque davvero a tutti, inoltre poteva sostituire più o meno degnamente i vegetali terrestri. Ora, mancava solo la frutta, in tal occasione, l’intervento del nostromo fu provvidenziale, gli venne in mente che per ben tre volte, aveva notato la presenza di alcune bacche rosse, situate sulla riva. Malik seguì il consiglio dell’amico, nell’uscita successiva si fermarono a raccogliere le bacche che erano in spiaggia. I frutti avevano un sapore particolare, dolciastro al palato, ma diventavano “quasi” salati se venivano cotti. Tutto procedette bene, fino a quando il prode comandante si ammalò gravemente. Sopravvisse, ma dovette “appendere” le vele al chiodo. La squadriglia “perse”, il comandante in carica, però e in compenso, “assunse”, una nuova leader…
Senta, l’unica figlia di Malik, fu la prima donna a governare una nave!

Elisabetta Mattioli

Il racconto ha partecipato al contest letterario a premi sezione prosa Lo Scrivo Da Me del 30 settembre 2017.