Il seme della verità rivelata

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Il seme della verità rivelata

Ogni giorno che nasce è un palpito di tempo in meno. Eppure calziamo le scarpe migliori, i vestiti dei colori di moda, i capelli sempre aggiustati e vaporosi e camminiamo con il naso alzato, un certo sussiego, e quella beata tracotanza che sa di prestigio e baldanza.. il Mondo ci appartiene in un cesto di viole, nel canestro di spighe mature, nel paiolo di funghi e castagne.

La Morte ci ride dietro come un’ombra che nessuno par vedere, davanti alle vetrine si specchia e sorride, si aggiusta la gonna, ripassa il rossetto sulle labbra e con la lingua lo sistema. È felice della propria bellezza. Ne va fiera a paragone di un fiore che anticipa la primavera. Il cuore gongolante di gioia in un tripudio diafano e misterioso.

Ovunque la ritroviamo, senza mai vederla davvero. Ci respira sul collo come a solleticare la nostra libidine interiore. In specchi d’azzurro intenso ci bagna lo sguardo, inzuppa il cuore, ci trafigge i pensieri e stordisce la mente con pochi richiami esoterici.

L’Eternità è un sogno colorato di speranza dove ci piace rifugiarci quando più nulla sembra appartenerci. Crediamo in un aldilà comprensivo e misericordioso, gratificante e appagante per ogni ferita o dolore subiti.

Ci siamo creati un “nido di bambagia”, per grandi e piccini, per peccatori e Santi approvati, per Madri dai grandi valori umani e per donne di male affare. A ognuno il Suo Posto già prestabilito. Da Morti però, mai da Vivi. Così nessuno torna indietro a raccontare e depositare il seme della Verità Rivelata.

Maria Rosa Oneto

Foto di Eleonora Cacciari