Secondo brano da “Oltre ogni confine”

0
1138

Eravamo seduti in mezzo all’erba, dove spuntavano delle deliziose violette profumate.

Volevo afferrarne una, ma le mie mani le passavano attraverso. Kevin la colse e cercò di appuntarmela nei capelli, ma quando la lasciò andare la violetta cadde per terra.

“Scusa… dimenticavo che sei incorporea”, commentò.

“Talmente incorporea che ho voglia di abbracciarti, per essere sicuro di riuscirci”.

E mi attirò a sé, stringendomi fra le sue braccia. Per qualche istante mi mancò il fiato. Mi rovesciò sull’erba e si distese sopra di me. Sentivo il cuore battere talmente forte che mi sembrava persino che facesse rumore.

Kevin sorrideva, dolcissimo.

“Vorrei averti conosciuta in un altro momento, in un altro modo”, sussurrò.

“Anch’io lo vorrei”.

Ci guardammo in silenzio per qualche istante, poi si rialzò e mi porse la mano, per aiutarmi. Lo slancio fu talmente forte nell’alzarmi, che finii di nuovo tra le sue braccia.

“Dimmi che esisti davvero, Giulia, che non sei solo un frutto della mia immaginazione!”

“Non sono frutto della tua immaginazione… ma non ti posso dire di esistere, non più, purtroppo”.