Se trattieni ciò che hai dentro, ti DISTRUGGE. Ma se lo lasci andare, ti LIBERA.

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Finalmente posso fare quello che voglio: scrivere ciò che penso. E quello che penso è che si può essere felici, tutti possiamo permetterci questa tanto desiderata felicità.

Come? Utilizzando le nostre risorse al meglio. E sottolineo nostre, perché la felicità, come l’amore, è un bene da condividere. Non può esistere felicità senza condivisione.

Tutti abbiamo delle doti, delle qualità uniche che ci contraddistinguono. Spesso e volentieri, si tende a nascondere queste particolarità, per paura del giudizio altrui. Siamo cresciuti con l’idea che bisogna stare attenti a ciò che è insolito, ciò che non è ‘normale’. Per questa ragione molte volte la diversità spaventa piuttosto che affascinare.

Sappiamo tutti utilizzare il computer. Ma questo non significa che dobbiamo funzionare come i computer. Non siamo macchine: siamo vivi. E quanto più riusciremo ad ascoltarci, tanto più potremo capire e soprattutto RICORDARE chi siamo. Perché quando eravamo bambini lo sapevamo benissimo. E anche se ci si può dimenticare, non si può smettere di essere qualcuno.

Io non sopporto le lamentele.

…e non tollero la rassegnazione.

Ma credo in me stessa ed in quello che poche parole possono fare. Credo nel momento presente e nell’importanza dell’azione.

Credo nell’autenticità delle persone e nel rispetto di sé. Una qualità che cresce se si ricomincia a scegliere ciò che si è, e non ciò che ‘si dovrebbe essere’.

Perché più ti conosci, più impari ad accettarti così come sei e meno hai bisogno dell’approvazione esterna. Più riconosci le tue diversità, più ti identifichi in esse, più impari ad amarle.

E a quel punto farai di tutto per tenertele strette e farle crescere.

Non serve alcun certificato o diploma per riconoscere il proprio valore. Non servono premi o mucchi di soldi. Non serve ostentare denaro, oggetti di valore. Non serve a niente crearsi un’immagine, né volere apparire ad ogni costo.. al prezzo di perdere la propria identità.

Non è necessario legare la propria felicità a qualcosa o qualcuno. Bisogna evitare che questo accada.

Diventiamo noi la FELICITA’, diventiamo VERI e ricominciamo a sentirci LIBERI. Non è colpa di nessuno se la vita non è in grado di soddisfare le nostre aspettative. Siamo noi che continuiamo a desiderare ad ogni costo ciò che non abbiamo, perdendo di vista ciò su cui possiamo veramente contare.

“Si può uscire dagli schemi se lo si vuole veramente”

Questa frase, si sente ripetere sempre più spesso, ma chi ci crede davvero? Io non lo so. Spesso e volentieri ho paura, dubbi e sento forte il bisogno di uniformarmi al mondo in cui sono cresciuta. Ma basta un niente, per rendermi conto che non è il mio. Uniformarmi, mi toglie energia. Mi rende tremendamente debole e soprattutto dipendente. Dipendente dal giudizio degli altri e dall’orgoglio, ma anche dal cibo e dall’assenza di esso. Un vortice senza fine, che fino a qualche anno fa, chiamavo gabbia e da cui ora voglio uscire.

Come? Ricominciando ad avere CORAGGIO.

Coraggio, che non significa non avere paura. Significa avere la forza per affrontare le proprie insicurezze, la forza per osservare quella parte di noi che abbiamo sempre tenuto nascosta, e per tenercela stretta.

Perché siamo veramente perfetti così come siamo, in qualsiasi momento.

E possiamo chiamare FORZA anche la capacità di accettare i nostri difetti.

E possiamo chiamare ARTE il desiderio di migliorare.

E possiamo trovare il CORAGGIO per denudarci dell’immagine che ci sta più a cuore, lasciando visibile solo ciò che veramente siamo.

E tutto questo… possiamo chiamarlo LIBERTA’.