Se il social degenera

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Lo sport della diffamazione sembra sempre più in voga. Navigando sui social network viene fuori il peggio dell’animo umano. Negli ultimi anni mi è capitato di vederne di tutti i colori a tutti i livelli e tra persone più o meno conosciute.

Anche tra gente che si definisce “comune”, della porta accanto si lanciano cattiverie gratuite, diffamie dettate da ripicche personali, invidia, sgarri. Basta connettersi mezz’ora, anche la sera e spesso sale la nausea.
Insomma, a volte i social sembrano quasi una proiezione d’epoca della lotta tra Guelfi e Ghibellini dove non ci si risparmiava nulla: infamie, tradimenti, invenzioni di sana pianta, mistificazioni, commenti al limite del penale, prese di posizione assurde, segnalazioni senza senso.
In ogni manuale di Social Media Marketing lo si legge chiaramente: I social nascono come centro di aggregazione sociale, un po’ come le vecchie associazioni, il principio è lo stesso. Ci si aggrega in base ad interessi e si condivide, in più c’è un tocco di vanità. E fin qui tutto bene.
Il problema è l’uso sbagliato che molti fanno dei social, specialmente facebook. D’accordo la vanità, quella c’è in ognuno di noi e un selfie non si nega a nessuno, ma molti scambiano i social per un ring o per un diario personale. Sui social sfogano le proprie sconfitte, frustrazioni, favoriti dall’effetto “leone da tastiera”, oppure scrivono tutto ciò che fanno, pensano o dicono gettandosi nelle fauci di leoni e iene.
Nel primo caso l’assunto è non ci metto la faccia posso dire e fare tutto quello che mi pare e tirare fuori la feccia che è in me..tanto sono dietro uno schermo..ma cosi’ si feriscono persone, si fa del male, si urtano sensibilità. Nel secondo caso si esagera col mostrarsi “saturando” chiunque.
I social possono essere una buona opportunità per tutti, basta usarli nel modo giusto e soprattutto, darsi una calmata.
Lorenzo Dati
SMALL THINGS GREAT EMOTIONS