Se i gatti scomparissero dal mondo (2012) di Kawamura Genki

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Se i gatti scomparissero dal mondo, è l’opera prima di un giovane autore giapponese.

Una storia fantastica. Un mondo in cui molti oggetti di uso comune, apparentemente indispensabili, sono in realtà semplici cose, di cui si potrebbe fare a meno.

Da qui il racconto:
Il protagonista, improvvisamente colpito da febbre e forti mal di testa, va dal medico, scopre di avere un tumore in fase terminale che gli lascerà una settimana di vita. Quindi il panico e la febbrile ricerca di cosa fare nei pochi giorni rimasti, scrive una lista, ma rileggendola gli appare stupida e fantasiosa.

Poi ci ripensa, non riesce a concentrarsi, la testa gli duole sempre di più, è sconvolto, si consola accarezzando Cavolo, l’amato gatto. Improvvisamente compare un uomo, è il suo sosia, nelle vesti del diavolo, che l’autore chiama Aloha.

L’uomo gli propone un patto: guadagnare un giorno di vita, facendo scomparire qualcosa dall’intero universo! “Facile… no?” Chiede il diavolo con aria furba.

Per prima cosa spariscono i telefonini, così il protagonista, a cui era stata concessa l’ultima telefonata, chiama la sa ex fidanzata con la quale fissa un appuntamento. Vari disguidi, dovuti all’improvvisa cessazione dell’uso dei cellulari, renderanno difficile l’incontro.
Per seconda cosa spariscono i film, memoria di tempi passati e presagio di tempi futuri, tutto cancellato in un attimo.

Poi è la volta degli orologi, sparisce la sequenza di tempo che regola la vita quotidiana, limitandone la libertà di azione. Ogni regola stabilita dell’uomo comincia a crollare, perdendo di significato: il tempo, la temperatura, i colori, i nomi, tutti criteri artificiali.

È la fine di ogni riferimento!
Poi il diavolo propone di far sparire i gatti dal mondo “questo poi mai, piuttosto sparisco io” risponde il protagonista, guardando dolcemente il suo amato Cavolo. Ormai era arrivato il momento dei saluti, la morte era vicina, mancava un’ultima cosa, quella più importante: doveva incontrare suo padre, scrivergli una lettera e portarla a destinazione. Solo ora, che tutto stava finendo, si rendeva conto di quanto la figura del padre fosse stata fondamentale per la sua vita, di quanto, infondo, gli somigliasse.

La vita è una cosa meravigliosa che andrebbe assaporata momento dopo momento. Purtroppo la fretta e la frenesia di arrivare, spesso ci fa perdere l’essenza dell’essere parte dell’intero universo!

M.C.Pazzini