“Scusate, non c’è niente da vedere” di Marco Chiaravalle. Recensione di Arianna Tonini

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a cura di Arianna Tonini 

Buongiorno cari lettori!

C’è una certa carica di emozione che mi sta scorrendo nelle vene in questo momento, perché vi voglio parlare di un libro scritto da un autore neo emergente che a mio parere merita tutto il supporto possibile per far avverare il suo sogno più grande.

Marco mi ha contattata poco tempo fa chiedendomi se fossi stata disposta a leggere il suo romanzo e dare poi una mia opinione sul web. Potevo non farlo? Il solo fatto di constatare con i miei occhi che ci sono ancora persone che scrivono e si impegnano per portare avanti le loro passioni è qualcosa di semplicemente magnifico.

Dire che ho letteralmente divorato questo romanzo è dire poco..lui stesso è rimasto scioccato quando, dopo solo un giorno gliel’ho annunciato. Il punto è, cari lettori, che se una persona ha il dono della scrittura lo si capisce subito, a partire proprio dal fattore “lettura”. Se il romanzo è scorrevole, logico e ben articolato, ci sono tutte le carte in regola per un buon prodotto. E questo è proprio il caso di “Scusate, non c’è niente da vedere”, un romanzo struggente, che fa pensare e che andremo a scoprire assieme nelle prossime righe..

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Capitoli: 15

TRAMA

Penso che possano bastarvi queste righe, versi brevi ma ricchi di significato.

“Tu credi che noi, personaggi di libri, non abbiamo ricordi? Pensi veramente che voi, scribacchini da due soldi, ci abbiate creati?”

“No?”

“Certo che no! Quella che tu stai, o meglio stavi, tentando di mettere su carta è solo una parte della mia vita! Sai quante altre storie non scritte ognuno di noi potrebbe raccontare?”

IMPRESSIONI

Non mi considero una persona magnanima in fatto di dare la mia opinione. Se un’opera merita, avrà di sicuro il mio appoggio, in caso contrario la metterò a nudo, evidenziando tutti i difetti.

Caro Marco, questo non è il tuo caso, perché ciò che hai creato è davvero degno di lode. Mi sono completamente persa nella lettura, senza distogliere lo sguardo da quell’infinità di righe e parole piene di emozione e significato. Mi sono immedesimata nel protagonista, Marco, nella sua ricerca della felicità, percepita quasi come un miraggio.

Marco Bandini, aspirante scrittore alla ricerca perenne di una casa editrice che possa pubblicare il suo libro, vive alla giornata, tra un lavoro poco gratificante (ma che lo fa arrivare almeno a fine mese) e il suo passato tormentato. Una fidanzata della quale non si sa più nulla, che è finita chissà dove pur di stare lontana da lui. Però lei è sempre nei suoi pensieri, l’unica luce che anima le sue giornate e lo stacca dal mondo. La vede, ci parla, si confida. Almeno fino a quando non incontra Alice Carrol, giovane studentessa che compie ogni giorno il suo stesso tragitto in autobus. Marco sa tutto di lei, sa che il libro che le vede leggere da tempo non arriva mai alla conclusione per una decisione della ragazza. Sa come ci si sente a non voler mettere la parola fine.

“Ps. Non è che sei matto vero? Posso stare tranquillo si?

Perché stamattina ti ho visto parlare da solo sul bus…

Secondo me un po’ lo sei.. perché solo un pazzo poteva fare una cosa così meravigliosa

…”

Marco trova il coraggio di farsi avanti e instaurare un rapporto di amicizia. Tra i due col passare dei giorni nascerà qualcosa di profondo, un legame che li porterà a condividere molte avventure, gioie e dolori. Ma, inevitabilmente, arriverà il momento in cui entrambi dovranno scontrarsi col loro passato e affrontarlo per riuscire ad andare avanti.

“Complimenti Bandini, sei veramente un cretino! La donna della tua vita bruciata in poche manciate di secondi! Bravo!”

Fin dalla prima riga mi è sembrato di entrare nella poetica baudelairiana. La vita di Marco è un vortice di negatività che lo sta lentamente consumando. Ha perso la gioia di vivere perché non sa più per chi vivere e quale sia lo scopo della sua presenza in un mondo che non lo comprende. Anche questo è stato un elemento che mi ha portato a continuare il libro, ad andare alla ricerca di conferme sulle miriadi di ipotesi che facevo per ogni singola pagina che affrontavo.

Marco ha perso la sua umanità, è scortese nei confronti di tutti, anche dei suoi amici più stretti. L’incontro con i due piccoli rom Clint e Clinton è un momento significativo anche per il lettore che sta vivendo in apnea la miriade di sensazioni provocate dalla lettura quanto per il protagonista. Con la loro semplicità e sfrontatezza sapranno conquistare il cuore del giovane e in un certo senso contribuire anche alla sua rinascita spirituale e a fargli ritrovare la fiducia nella vita.

C’è un altro personaggio a mio parere fondamentale in tutta la vicenda, ovvero la figura di Mike, protagonista del romanzo del giovane scrittore, che ci viene descritto come una guida, un angelo custode che lo mette costantemente in guardia, anche sulle visioni della ex fidanzata Michelle.

Sono presenti inoltre analogie con il romanzo di Lewis Carrol, presenti lungo i vari capitoli che ci aiutano a focalizzare meglio lo svolgimento della vicenda.

Il finale è quello che sicuramente ho apprezzato di più in assoluto. Ti lascia in uno stato confusionale, ipotizzando chissà quale proseguo.

Dirvi quale sia? Non ci penso proprio.

Io la mia idea me la sono già fatta e  voi? Correte subito a leggerlo, non ve ne pentirete.

Ps: Mi sento in dovere di fare una dedica a questo bravissimo autore, che mi ha saputo emozionare dalla prima all’ultima pagina:

“Marco continua a fare ciò che fai,

mantieni sempre la tua umiltà ma sii allo stesso tempo intraprendente.

Il mondo ha bisogno di persone come te, con la tua voglia di metterti in gioco e creare scenari sempre nuovi.

Che il futuro possa sempre sorriderti.”