Scorrano una città da scoprire, tradizione, arte e religiosità

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Dipinto Scorrano

Oggi nel primo pomeriggio mi recherò con alcuni amici a visitare una chiesa interdetta tutto l’anno e che da tradizione viene aperta solo il primo martedì di marzo. La chiesetta, si trova lungo la strada vicinale Silva a Scorrano. La proprietà della chiesa è privata, il culto e la devozione alla Madonna di Costantinopoli sono molto sentiti e i fedeli si recano numerosi a far visita all’immagine della Vergine il giorno della sua festa. La statua portata in processione è conservata nella cappella di palazzo Frisari intitolata a Santa Barbara. Il giorno della festa della Madonna di Costantinopoli è antica tradizione per gli Scorranesi recarsi a piedi, dal centro abitato, fino alla chiesa per pregare (facimu visita alla Matonna te Custantinobbuli). All’alba della festività, come in tutte le altre che vengono celebrate a Scorrano, si sparano salve di mortaretti per avvisare il popolo del giorno di festa. Le offerte per la festa vengono raccolte essenzialmente tra i muratori i quali, da sempre, la vivono come la loro festa. Per questo motivo invitato dalla famiglia Camboa proprietaria della piccola chiesa, mi appresto anch’io ad accostarmi con devozione ad essa. La chiesa della Madonna di Costantinopoli, si apre davanti a noi, all’interno mi aspettano gli amici, la chiesa fondata nel 1811 per devozione personale del sacerdote don Domenico Melcore, venne successivamente acquistata dalla famiglia ducale dei Frisari, poi acquisita dai Camboa. L’edificio presenta una semplice facciata con portale e finestra centrali, con al centro del timpano lo stemma araldico della famiglia Frisari, ed un piccolo campanile a vela. L’interno, ad aula unica voltata a botte, ospita un unico altare, dipinto in finto marmo, collocato di fronte all’ingresso. Sopra l’altare un dipinto murale del 1844 raffigurante la Madonna di Costantinopoli tra San Vincenzo Ferrer e Santa Teresa d’Avila. Falò

Poi accompagnati da Serena Camboa, abbiamo anche noi gustato la torta offerta dal sindaco e bevuto il caffè offerto dai muratori come tradizione vuole per chi si accosta in questo luogo nel giorno dedicato alla Madonna di Odegitria. In un angolo poco distante dalle mura della chiesa un piccolo falò preparato per l’occasione con in cima una vanga ed altri attrezzi tipici del lavoro del muratore, in attesa della serata pronta per riscaldare l’aria più tardi ed illuminare la serata. Ci siamo spostati poi con la combriccola all’ingresso del centro storico presso porta Terra osservata a distanza dalla santa patrona Santa Domenica. Durante il giorno della celebrazione (6 luglio), il culmine del rito religioso è rappresentato dalla processione della mattina che vede tutta la cittadinanza coinvolta. A conclusione della processione, avviene il rito di consegna delle chiavi da parte del sindaco alla Santa proprio nei pressi della Porta Terra nota a Scorrano come arco di Santa Domenica.Arco S. Domenica Appena superato il doppio arco si aprono i palazzi del centro storico, a due passi dalla porta il Sedile, seggio o Tocco, sede dell’antico Municipio, edificato nel XV secolo. Attualmente di proprietà privata, presenta oggi una facciata rifatta nella seconda metà del XIX secolo. Gli unici elementi dell’antica struttura sono lo stemma civico del paese e un’epigrafe latina del XVII secolo. Poi un susseguirsi di palazzi incantevoli tra cui palazzo Veris-Delli Ponti oggi municipio della città. Magico l’incontro con la banda che ci ha portato fino alla chiesa madre a scoprire i suoi tesori, lì in attesa la statua della Madonna di Costantinopoli aspettava di essere trasportata nella chiesa dei muratori. Tanto altro potrei raccontarvi di questo bellissimo ed affascinante paese che si chiama Scorrano, ma avrò modo di ritornarci e riparlarne in un prossimo articolo. Vorrei chiudere il mio racconto della giornata con la chiesa di San Francesco d’Assisi, detta degli Agostiniani, chiesa che fa parte del convento fondato dai Frati Minori Conventuali verso la metà del XV secolo. Tracce documentarie sono riscontrabili in un elenco di fondazioni conventuali del 1464. Il convento fu soppresso una prima volta nel 1809, per cui i Conventuali furono costretti ad abbandonarlo. Nel 1843 fu affidato ai Padri Agostiniani, come dipendenza del convento di Sogliano Cavour. Questi vi rimasero fino al 1866 quando vi fu ancora una volta la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei loro beni. L’attuale fabbrica, vista oggi in foto, fu edificata tra il 1789 al 1801, presenta una facciata divisa in due ordini. L’ordine inferiore è scandito da sei lesene corinzie che fanno da cornice al portale d’ingresso e allo stemma dei Frati Minori Francescani.Sedile Scorrano L’ordine superiore, raccordato al primo da due volute con le statue di San Paolo e San Bonaventura, ospita un finestrone centrale e termina con un elaborato frontone sormontato una volta dalla statua dell’Immacolata, oggi non più esistente perchè distrutta da un fulmine. Il comune di Scorrano, nel 2012 ha voluto tributare l’intitolazione di una sala, nel nuovo centro culturale, dell’ex convento degli Agostiniani a Mario Camboa, fratello di Serena, consigliere comunale morto tragicamente nel 2011. A Scorrano molti ancora ricordano la figura di Mario Camboa come quella di una persona onesta e leale, amato per la sua passione politica e civile. Con questo triste ricordo lascio il paese e vi do appuntamento al prossimo articolo alla scoperta di questo meraviglioso territorio chiamato Salento.

Raimondo Rodia