Scena andalusa

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“Scena andalusa”

di Maria Rosa Oneto 

 

Nel lungo perdersi della via:

monconi di case bianche

rosicchiate dal battito del mare.

Un tripudio di persiane ovattate di blu

in gara con il respiro del cielo.

Passa una carrozza

dipinta con scene di un film

A tirarla è un cavallo

con un cappello di fiori secchi sugli occhi.

Escono bouquet di rose gialle

da cancelli chiusi da veli rossi.

Nel lungo perdersi della via:

ragazzi dai calzoni a toppe,

donne con le vesti che toccano i piedi,

uomini con il sigaro in bocca

vanno dove l’orizzonte par chiamarli.

Mistico è il passaggio degli avventori

con la Corona in mano,

uno squarcio di pane azzimo,

canzoni sottovoce nell’aria andalusa.

Scemano i colori in quel sottile farsi sera.

Ibridi profumi

di un ballo che riporta al passato.

L’annuncio di un prato

dove il tramonto si è disteso

accoglie risate di bimbi,

bucce d’arance alla cena delle formiche,

passi di un stanco cammino e moccoli di parole

racchiusi in uno sbadiglio.

La strada chinata su ombre senza volto

scompare.

Un silenzio che il rimpianto raccoglie

cuce bocche mai sazie.

All’angolo del letto: una camicia a righe

e l’immagine di un Santo sbiadita dal sudore.