Scanno

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly visitano oggi Scanno, uno dei Borghi più belli d’Italia, dall’alto dei suoi 1000 metri s.l.m. lI paese si trova nell’alta valle del Sagittario dove si è creato, nei millenni, un cañon dalle pareti strette e profonde in un contesto dominato dal verde e dalla natura dei Monti Marsicani e del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. È bagnato da un lago dalla caratteristica forma a cuore.

Scanno è una meta privilegiata di vacanze, sia invernali sia estive, ed è anche stato dichiarato il “Borgo dei fotografi”, grazie ai suoi paesaggi montani di alto livello che hanno ispirato, e ispirano tutt’ora, le opere di grandi fotografi che hanno trovato qui la loro meta ideale per i loro scatti.

Tra questi fotografi anche Mario Giacomelli, che ha scattato una foto ora esposta al MoMa di New York. Il fotografo si dichiarava rapito dalle suggestioni di Scanno e cosi realizzò nel 1957 il ‘Bambino di Scanno’ o ‘Scanno Boy’, un bianco e nero con quattro donne che camminano con i loro vestiti tipici e un bambino, unico elemento messo a fuoco.

Scanno ha tante caratteristiche che lo rendono un posto unico, come il clima temperato, nè caldo nè freddo e mediamente piovoso. Per questo è stato apprezzato dai tempi antichi, quando, da antico territorio dei Sanniti, divenne un luogo ambito dai Romani, attratti dalle meraviglie del luogo. I romani, specie quelli benestanti apprezzavano questo luogo, come dimostrerebbe una lapide in latino conservata presso il museo della Lana.

Il motivo risiede nella posizione invidiabile, essendo difesa dai monti circostanti che in antichità l’hanno spesso salvata dalle invasioni barbariche.Viceversa sono arrivati i Saraceni e gli Ottomani, le cui influenze si notano negli abiti tradizionali femminili, molto sontuosi e decorati, drappeggiati, con un copricapo che ricorda molto i turbanti orientali.

Nei secoli, il paese è passato di mano in mano tra le diverse famiglie, seguendo le sorti dell’area peligna, con diverse famiglie ad alternarsi: i Conti di Valva, i Di Sangro, i D’Aquino, i D’Avalos, i De Pascale, i D’Afflitto, i Caracciolo, i Borbone. 

Pur essendo il turismo l’attività principale, restano le attività tradizionali a mentenere il legame col passato. Cosi ad esempio rimane vivo il settore legato all’allevamento delle pecore e alla produzione del latte ovino e dei suoi formaggi.

Rilevante anche la lavorazione dei merletti e la fabbricazione di oggetti di lana e dei costumi femminili. Poi c’è l’oreficeria che merita una menzione essendo nota per essere preziosa e raffinata. Tipica del posto é la famosa ‘Presentosa’, un ciondolo in filigrana a forma di stella con in mezzo uno o due cuori, simbolo di fedeltà e amore eterno. Il ciondolo è stato creato nell’Ottocento, con oro basso dal color ramato, ai nostri giorni si realizza in oro e argento e in varianti un po’ diverse che si basano sempre su quella originaria.

Oltre a questa troviamo altri gioielli in filigrana legati alle fogge settecentesche come  l’amorino, un ciondolo a spilla con piccole pietre preziose, oppure gli anelli nuziali chiamati Manucce, due mani che si congiungono avvolgendo un cuore, e la Cicerchiata con la decorazione granulare che richiama i grani della cicerchia, infine le Circeje, orecchini a navicella e perline, che di solito si usa come regalo dei genitori del promesso sposo alla futura nuora.

Perché Scanno si chiama così? Alcuni dicono che derivi dal latino scamnum, cioè sgabello (o scranno), per via della forma dello sperone dove è costritruita. Secondo altre fonti, sembra il nome possa derivare da scannèlla, una varietà di orzo coltivata qui. 

Fatto sta che il borgo risulta già abitato in epoca romana e viene considerato un avamposto verso nord del regno dei Sanniti. All’epoca si trattava di un antico insediamento nella valle del Sagittario la cui presenza diede origine a tante leggende. Una di queste era un mitico re di Battifolo, in guerra contro l’Imperatore di Roma o contro il mago Pietro Baialardo che appare in una storia sulla nascita del Lago di Scanno.

Durante il Medioevo, Scanno segue le vicende feudali del contado peligno. Oggi Scanno è un borgo caratteristico che ha sapito resistere in epoca a momenti gravi cone la seconda guerra mondiale o il terremoto della Marsica con grande dignità e spirito.

“Scanno is a wonderful hamlet situated in the region of Abruzzo.

It is named after the place on which it stands. In fact, the Romans called scamnum (“scanno” in Italian, i.e. stool), the rocky spurs of the mountains of the upper Sagittarius Valley that surround the Borgo.
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Mentioned for the first time in 1067 in a donation act of the Monastery of S.Pietro in Lago, in Montecassino, Scanno demostrates a more ancient origins through the finding in the territory of ROman rests and others dating back to the bronze age.
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Scanno offers a unique and characteristic atmosphere with its secular architecture immortalized by distinguished photographers, such as Cartier-Bresson, Giacomelli and Scianna.”

Monumenti e luoghi caratteristici

Scanno è ricca di monumenti religiosi e civili di rilievo tra cui la Madonna con il Bambino nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, l’affresco di Sant’Egidio sito nell’eremo omonimo e altre architetture religiose come la Chiesa di Santa Maria della Valle.

Quest’ultima, anche detta della Madonna Assunta è rinforzata da cuspidi dopo il terremoto del 1915 ed è strutturata su tre navate con l’esterno in pietra locale. La facciata presenta tre portali con sopra altrettanti rosoni, di cui il centrale è il più grande.

All’interno sono presenti affreschi medievali, mentre nel presbiterio vi sono un coro ligneo e un altare policromo. I confessionali e il pulpito sono in legno e realizzati dall’artista Ferdinando Mosca di Pescocostanzo.

La cappella a destra dell’entrata è intitolata a San Costanzo e all’interno conserva una reliquia settecentesca di San Costanzo, periodo in cui a Roma venivano aperte le catacombe e i martiri ignoti che venivano battezzati con i nomi delle virtù più importanti.

Altro edificio religioso importante è la Chiesa di San Rocco, dedicata anche alla Madonna del Carmine e che presenta un muro esterno con un affresco rappresentante San Cristoforo.

La Chiesa di Sant’Eustachio è la chiesa patronale e ha al suo interbo diverse statue come Sant’Agata, La Fede e la Speranza, Sant’Apollonia, Santa Barbara e Santa Lucia.

Poi c’è la Chiesa di San Giovanni Battista, adibita a lazzaretto nel settecento e poi a scuola elementare, seggio elettorale e teatro. Oggi è sede
di una mostra permanente di statue sacre allestita da Michele Rak. Ma Scanno è ricca di edifici religiosi di rilievo come la Chiesa di Sant’Antonio da Padova in stile barocco, la Chiesa di San Michele Arcangelo risalente al 500, la
Chiesa di Sant’Antonio abate, risalente al 1569, commissionata da un certo Ercole Ciorla.

La Chiesa della Madonna delle Grazie, in via De Angelis, ha una pianta a croce greca, la Chiesa dell’Annunziata o della Madonna del Lago, situata nei pressi del lago, con al suo interno dipinti degli artisti locali Silvio e Arcangelo Centofanti.

Altri edifici religiosi di pregio a Scanno sono: La Chiesetta degli Alpini presso Collerotondo nei pressi degli inpianti sciistici in stile chalet svizzero; la Chiesa di San Liborio situata 3 km dal paese; la Chiesa di San Lorenzo a Iovana, costruita in località Jovana e festeggiata il 10 agosto. Infine l’Eremo di Sant’Egidio, posto sul colle omonimo, tra Scanno ed il lago ed edificata nel XVII secolo in stile romanico rurale. 

Architetture civili

Le architetture di ambito civile a Scanno non mancano, come il palazzo di Rienzo, sede originaria del municipio di Scanno e abitato dai principi, Il Palazzo De Angelis, dove spiccano le decorazioni con lo stemma dei De Angelis intorno al portale, Palazzo Mosca, con le caratteristiche decorazioni sotto il cornicione, con puttini e serafini danzanti e la facciata principale in stile barocco.

Nel quartiere della “Codacchiola” si trova palazzo Serafini, lo stemma sopra il portone con tre angioletti serafini. Più caratteristiche le Case Roncone, con trifora caratteristica ed arco a sottopasso.Degno di nota pure il Castellaro, uno dei palazzi più grandi di Scanno, in stile barocco-romanico, ed a forma caratteristica di T.

Il Palazzo Colarossi, sito in via Silla 32 chiamato anche la “casina” o l’altro Palazzo di Rienzo, con portoni, finestre, balconi e finestre di mezzanino.

Via via che si percorre il borgo si notano case e palazzine di pregio come Casa Tanturri o Casa Antonio Silla, in Via Calata Sarracco, con imponente portale con basamento atto a reggere il balcone sovrastante. L’arco del portale è a tutto sesto il cui sopraluce è sovrastato da un mascherone in asse con la chiave

Il Palazzetto Nardillo, in Via Porta Sant’Antonio 18, ha un pregevole cornicione, un portale barocco con sopraluce curvilineo. Di notevole interesse sono anche i portali decorati che appartengono non solo a palazzi nobiliari, ma anche a palazzi di comuni cittadini.

La realizzazione di tali portali deriva in gran parte dal XVIII secolo come dimostrano alcuni stili di queste porte, in barocco e talora in rococò. Un elemento ricorrente è il sopraluce di forma quadrangolare o ellittica sito sotto il concio di chiave. Archi e volte dei portali sono di assoluta originalità e di grande pregio e il paese ne è disseminato in molte delle vie centrali che assumono una sembianza settecentesca.

Casa Roncone presenta uno dei loggiati più interessanti con logge, bifore e trifore che si aprono solitamente nell’ultimo piano di palazzi nobiliari o borghesi caratterizzati dal fatto che tali abitazioni avevano necessità di uno spazio di luce tra l’interno e l’esterno come in Casa Colarossi in Via Giuseppe Tanturri le cui finestre ed il portale hanno gusto tardo-cinquecentesco con le mensole lavorate, nel Castellaro sono arricchite da un timpano settecentesco.

Suggestivi e degni di nota anche archi, porte e fontane. Scanno preseenta l’Arco della Croce e l’Arco di Sant’Eustachio, antichi accessi al nucleo medievale, chiamato ancora oggi Terra Vecchia.

L’arco di Sant’Eustachio è realizzato in conci di pietra squadrata e altro non è che un intradosso con volta a botte a sesto ribassato e sormontato da un tetto a due falde. Il locale posto al di sopra è occupato da un’abitazione civile a cui si accede da una scalinata posta sotto. È ancora presente l’antico cardine che reggeva il portale in legno.

La porta della Croce, scampata alla distruzione della cinta muraria, è stata verosimilmente realizzata nel XV secolo in concomitanza dell’ampliamento del paese a sud. La porta è simile alla precedente e anche qui il locale posto al di sopra dell’arco è adibito ad abitazione. I materiali utilizzati, sono conci di pietra lavorata nella zona inferiore e pietra grezza nel settore superiore. 

Altri archi sono quelli della Nocella e della Zazzarotta. Quest’ultimo arco è stato costruito per collegare due abitazioni su Via Vincenzo Tanturri fissando delle travi in legno con un piano sovrastante in cui si posavano dei travetti di legno che determinavano l’angolazione dell’arco. L’arco della Nocella dovrebbe aver origine quattrocentesca. La cinta muraria è stata sostituita da una schiera di case mentre degne di nota sono le fontane di Scanno. Interessante la fontana Saracco, sita fuori del centro urbano: Prima del XVI secolo la fontana altro non era che un abbeveratoio, ma poi venne ricostruita per uso urbano. Poi fu ampliata nel XVIII secolo.La fontana è suddivisa in due nicchioni realizzati a più riprese tra il XVI ed il XVIII secolo. La zona del basamento corrisponde all’antico abbeveratoio medievale. A metà settecento venne terminato l’ampliamento della fontana del secondo arcone a tutto sesto di destra. Nel muro venne poi inserita una formella con l’Annunciazione recante la data del 1732. Successivi restauri e rifacimenti nell’ottocento e nel secolo scorso hanno portato la fontana all’attuale splendore.

La Fontana del Pisciarello si trova invece nell’omonimo paese, in Via Sant’Antonio, presso la chiesa di Sant’Antonio da Padova.

Nel XVIII secolo era un semplice abbeveratoio rurale, posto al di fuori delle mura urbane e nel 1787 quando fu trasformato in fontana monumentale fu inglobato nelle nuove mura.
La fontana, in pietra locale squadrata, ha un arco sopra la cannella e sopra l’arcosolio un altorilievo raffgurante una capra.

L’acqua viene emessa da due gargolle, sorta di cannelle poste in mascheroni dalle figure bizzarre che sprigionano l’acqua dalle loro fauci e la immettono in due parallelepipedi.La fontana, in tempi remoti veniva utilizzata sia dalle persone, sia dagli animali.

Tipiche di Scanno sono le cemmause, un tipo di scala d’accesso alle abitazioni di Scanno esterne alle abitazioni stesse, che terminano in un ballatoio o pianerottolo, con gli scalini in pietra. 

Il lago di Scanno

Ad origine fù una frana scesa dal Monte Rava che ostruì il corso del fiume Tasso. La causa di tale evento geologico fu a lungo attribuita, come sostiene lo storico romano Tito Livio, al terremoto del 217 a.C. Secondo altri studi recenti invece la frana avvenne circa 12.800 anni fa, verso la fine dell’ultima era glaciale o già nel postglaciale.

L’invaso ha una superficie di circa un chilometro quadrato e una profondità di poco più di 32 metri. Il suo colore verde-azzurro è dovuto alla presenza di alghe e microalghe, alla composizione chimica delle acque e al riflesso della vegetazione circostante. Unico immissario è il Tasso, mentre mancano emissari superficiali stabili se non con modalità carsiche che collegano sotto suolo il suolo il lago con il fiume Saggittario e le sue Gole del Sagittario. Tra i pesci spiccano: trote, tinche, anguille, scardole, persici reali, coregoni, lucci, pesci gatto e carpe mentre tra gli uccelli vi sono germani reali e folaghe.

Curiosità, cucina e tradizioni

A Scanno ci sono tante curiosità e tradizioni e tanti luoghi magici e particolari. Uno di questi è Monte Rotondo, detto anche Collerotondo, che presenta due rifugi e la suddetta chiesa degli alpini. Qui In estate si svolge il “Concerto aperitivo nel bosco”. Una decina di anni orsono venne creata l'”Oasi faunistica dei Cervi” presso il lago artificiale per la creazione della neve artificiale per le piste da sci site nei pressi. In questi luoghi sono stati introdotti 3 esemplari di cervi. Il luogo è anche attrezzato per gli sport invernali.

Curiosità 

Nel 1956 qui nel borgo è stato girato il film ‘Uomini e lupi’ con Silvana Mangano ed Yves Montand, per la regia di Giuseppe De Santis.

La location fu scelta per I vicoli stretti, gli archi, le fontane, i palazzi storici con i balconcini caratteristici dalle ringhiere di ferro, ma anche per il lago e il panorama da cui deriva l’appellativo di ‘perla d’Abruzzo’. Scanno quindi è meta estiva e invernale, dove abbondano tradizioni culturali ed eno-gastronomiche.

Tra gli appuntamenti tradizionali locali di Scanno, a gennaio c’è la festa de Le Chezette, cioè piccole orchestre che girano per il paese per fare le serenata alle spose. Da non perdere la festa di Sant’Antonio Barone Abate, festa in cui vengono distribuite lasagne con la ricotta.

Nel periodo pasquale si tengono la Processione degli Incappucciati e quella del Cristo Morto, che si snodano lungo le vie del paese con le note del Miserere.

Il 13 giugno, per alcuni giorni si festeggia Sant’Antonio da Padova, con tanto di processione dei muli, delle travi e delle pagnottelle. Nel periodo estivo di tengono poimostre, film, concerti, come il Festival Internazionale di Musica Sacra. Il 14 agosto si svolge la Sfilata de Il Catenaccio, in costume tradizionale. Altro non è che una rievocazione di un antico corteo nuziale. 

Altra tradizione importante si tiene a novembre, per i falò di San Martino, quando in ogni rione, si dà fuoco ad alte cataste di legna. 

Cucina

La cucina di Scanno e dintorni può contare su ingredienti e tradizioni di alto livello, soprattutto grazie ai suoi formaggi e alla sua carne di pecora e mucca. Molto gettonati sono  i formaggi soprattutto di pecora, primi tra tutti pecorino e ricotte, come quelle dalla buccia nera, che si forma per via della stagionatura in assenza di luce.

Tra i formaggi poi spiccano le caciotte in salamoia e il capriccio di pecora, preparato anche con i fermenti lattici vivi, il gregoriano, dal caratteristico sapore acidulo, e le scamorze, gustate sia al naturale sia alla griglia, magari insieme ai tipici arrosticini, spiedini di pecora tagliata a pezzi piccolissimi.

Tra i salumi, in primo piano sono le salsicce (sia fresche da cuocere sia secche da mangiare a fettine), lonza, coppa.

I primi piatti tipici sono i maccheroni alla chitarra o i ravioli ripieni di ricotta, conditi con sugo pomodoro e carne di agnello o, molto più spesso, castrato. Poi ci sono i cazzellitti, grossi gnocchi di farina e acqua, con un foro praticato al centro con le dita, cucinati con le fuoja, una verdura che si trova solo da queste parti.

Le sagne con fagioli e ricotta, lo zupettone, una zuppa super energetica a base di carne di agnello (ma di capretto è meglio), uova e pecorino grattugiato, sono altri piatti tipici del posto.

Da non lasciarsi sfuggire anche la polenta con verza, fagioli, patate, tutto ripassato in olio e aglio. Tra i secondi domina l’agnello alla brace o al forno con le patate.

Tra i dolci, si parte dal Pan dell’orso, una piccola cupola resa molto morbida dalla presenza di miele e burro nell’impasto, coperta da uno strato sottile di cioccolato fondente che si ispira ai pani che i pastori portavano con loro nel periodo della transumanza.

Poi ci sono i mostaccioli, biscotti con base di pan di Spagna e mandorle dalla forma di disco schiacciato: sono poi ricoperti da glassa di zucchero o cioccolato anche ripieni con il mosto cotto.

Attorno al nome di Pan dell’orso la leggenda che narra di un gruppo di pastori se ne andava per i fatti suoi lungo le vie della transumanza e fu sorpreso da un orso che non li attaccò ma  si impossessò delle loro bisacce e soprattutto del contenuto, una specie di panelli a base di mandorle e miele di cui l’orso era goloso e che quindi furono proprio ribattezzati con il nome con cui oggi lo conosciamo.

Insomma Scanno è uno di quei posti da segnare in agenda e da visitare..per tanti motivi,

Fede