Scalea

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2012

@Ladolcevitaly e Loscrivodame vi portano nella riviera dei cedri, nella meravigliosa città di Scalea.

Spostarsi su e giù per l’Italia vuol dire conoscere posti incredibili e dalla grande varietà paesaggistica e culturale.

Questa zona della Calabria Tirrenica posta nell’Alto Tirreno cosentino è un territorio assolutamente da vedere.

Il limite nord coincide con il confine Calabro Lucano, anche se, per caratteristiche, vi si potrebbe includere anche la cittadina di Maratea, in Basilicata.

Il comune di Paola è il confine sud. Qui furono inizialmente impiantati i cedri poi abbandonati a causa dei forti venti freddi che, in inverno, investono la zona. Oggi si intende con Riviera dei Cedri il territorio compreso tra il Comune di Tortora a nord e quello di Belvedere Marittimo a sud.

Un piccolo territorio dunque. Presenta però peculiarità climatiche dovute al fatto di stare tra Mar Tirreno e Appennino Paolano.

Le cime di questi monti non raggiungono i 2000 metri di altitudine, ma sono molto ripide con sensibili effetti sul clima e sui trasporti.

Il clima viene positivamente determinato in quanto questi monti assieme al Massiccio del Pollino e i monti della Campania meridionale fanno da barriera efficace ai venti freddi provenienti dalla penisola Balcanica.

Tutte quelle perturbazioni che d’inverno colpiscono il lato adriatico dell’Italia, e quello ionico della Calabria, nella Riviera dei Cedri sono assai rare, con notevole beneficio di tutte quelle colture sensibili al freddo.

Un altro meccanismo che mantiene mite il clima si ha col caldo che dal mare viene bloccato dalle vicine e ripide montagne. È rarissimo qui avere temperature attorno allo zero.

Meccanismo inverso d’estate, quando l’azione termica delle acque marine abbassa le temperature massime, mantenedo le stesse sotto i 30° C.

Tante pioggie in inverno grazie alle perturbazioni tirreniche che scaricano sui monti e garantiscono buone riserve idriche a tutta la zona. Il buon clima ha reso questa zona appetibile fin dalla preistoria. Scalea si trova immersa proprio in questo microclima.

Per la posizione di scalo marittimo, fu sottoposta nei secoli agli attacchi dei Saraceni e dei Corsari.

La città vecchia domina la parte a mare con le sue spiagge. Qui c’è anche un promontorio che delimita a Sud il Golfo di Policastro.

Durante il periodo romano divenne centro di villeggiatura, e sul territorio sorsero diverse villae marittimae. Coi bizantini e normanni la costa fu abbandonata, e nacque la vecchia Scalea, protetta da mura e con quattro porte di accesso, sormontata da un castello Longobardo.

In the province of Cosenza, in Calabria region, Scalea is a fascinating town whose history stretches over many centuries.

The main attraction of this medieval ancient hamlet is surely the Talao Tower. This tower is part of a difensive system made up of 337 towers, which were built on request of Carlo V in the XVI century, in order to protect the town from the Turkish attacks by sea.

But Scalea is also famous for its beaches and its mountains, which provide a very unique experience: here, in certain times of the year, it is possible to go skiing and to lay at the beach during the same day!

Scalea non è quindi solo un centro turistico balneare della Calabria, ma riveste un ruolo di primo piano per la meta di tanti turisti amanti di storia e cultura.

Interessanti sono I Ruderi del Castello Normanno: La parte alta di Scalea antica, tanto importante in epoca medioevale, è dominata dai ruderi del Castello Normanno del XI° secolo, che fu costruito dai Normanni sui resti di una rocca longobarda.

Fu luogo natio dell’ammiraglio aragonese Ruggiero di Loria e decantato dal Boccaccio nel Decamerone. 

Alla fine del XVIII secolo fu abbandonato e ben presto andò in rovina. Del Castello, ricostruito in epoca Angioina e Aragonese rimangono i ruderi delle torrette, dei baluardi e del maschio centrale.

Altro monumento di pregio è il Palazzo dei Principi Spinelli. Di epoca feudale, per lungo tempo di proprietà della famiglia Spinelli, fu poi venduto. Il palazzo ha immensi saloni e camere adibite agli ospiti. Ospitava incontri importanti ed eventi culturali. Oggi il palazzo è di proprietà del comune di Scalea ed è adibito a biblioteca comunale.

Il Palazzetto Normanno o Episcopio del secolo XII fu fortezza angioina e rappresenta anch’esso un importante esempio di architettura medioevale. E ancora il Palazzo Pallamolla. I Pallamolla che si trasferirono a Scalea nel XIV secolo per sfruttare l’economia commerciale del tempo soprattutto col traffico marino costruirono qui questo bel palazzo.

La Torre Cilindrica di Cimalonga. Del secolo XV, costruzione cilindrica di stile aragonese, un tempo carcere mandamentale e ora sede dell’antiquarium.

Altro reperto molto interessante è la Torre Talao. Del sec. XVI, costruita sopra un isolotto al cui interno sgorgava acqua sulfurea, poi nel tempo fu prima presidio militare, poi luogo di incontro di artisti e intellettuali. Le Grotte Torre Talao si trovano sull’isolotto oggi completamente inglobato nella terra ferma. Sono cavità naturali che hanno offerto riparo a gruppi di cacciatori e pescatori del Paleolitico. Queste grotte costituiscono il più importante complesso musteriano calabrese. Importanti anche le 4 Porte di Scalea: Le porte di accesso alla città vecchia sono porta di mare, porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; la terza è porta di Cimalonga, con una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte (porta militare).

Non va poi dimenticata la Torre della Scalicella o di Giuda, così chiamata perché il guardiano di turno tradì la fiducia concessagli e favorì l’invasione nemica. Questo riporta la leggenda.

Altri luoghi sono La Petrosa, bellissimo posto per poter osservare tutto il panorama della valle adiacente.

Tra gli edifici religiosi la Chiesa di Santa Maria d’Episcopio, che gli scaleoti chiamano la “chiesa di sopra”. È di stile normanno e qui è venerata la patrona della città, la Madonna del Carmine. All’interno un pregevole crocifisso e una scultura di San Domenico, entrambi del XV secolo, la tela dell’”Annunciazione” della scuola di Solimena, e la tela della “Circoncisione” di Paolo de Matteis, del XVII secolo.

La Chiesa di San Nicola in Plateis o chiesa “di sotto”. Realizzata sui resti dell’antica cappella bizantina tra l’VIII e il IX secolo, custodisce il sarcofago dell’ammiraglio angioino Ademaro Romano, nativo di Scalea e la tomba del filosofo cartesiano Gregorio Caloprese, anch’egli di Scalea, maestro del Metastasio.

E ancora, la Chiesa della Madonna del Lauro, edificata nel XVIII secolo. La sua storia è legata alla statua della Madonna che i marinai di Meta di Sorrento donarono a quelli di Scalea dopo esser scampati ad una tempesta a largo delle coste della città. La chiesa, è chiamata anche Madonna del Lauro in quanto la Madonna, da tradizione, comparve ad una donna del luogo ai piedi di un lauro.

Infine Ruderi di Chiese Basiliane, dove si ritrova invece una fase più evoluta dell’arte bizantina. L’influsso Normanno porta uno stile composto. Fu scoperta casualmente, nel 1967; quando tra calcinacci e ruderi di mura emersero una serie d’affreschi che rivelò volti scavati di santi ed iscrizioni antiche.

Se a ciò aggiungiamo il mare dai colori cristallini, il clima mite e la tradizione culinaria, oltre al paesaggio unico ci sentiamo di consigliare una bella vacanza nella Riviera dei cedri e a Scalea..Fede