Sara Manguso. Andanza

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Sarah Manguso
Andanza

Recensione a cura di Anna Cavestri

Il motivo dichiarato dalla scrittrice, che l’ha spinta a scrivere un diario per 25 anni, ha a che fare con la memoria ed il ricordo.
L’autrice scrive perché se non lo facesse non le sembrerebbe di aver vissuto. Scrive i momenti per non perderli, per non farli portare via dell’oblio della memoria.

Ma scrive anche per essere ricordata, per lasciare testimonianza di se’. Questo libro è un susseguirsi di riflessioni sul tempo e sulla memoria, sulle tracce che si lasciano, sui sogni e le aspettative e la realtà.

Afferma l’autrice: “Il diario non era un forziere privo di segreti. Era, semplicemente tutto. Avrei dovuto nascondere me stessa. Non importa se qualcuno lo legge ”
“Poi sono diventata madre ed ho iniziato ad abitare il tempo in modo diverso. ”

Il parto le lascia in eredità problemi di memoria. Non ricorda le cose, il figlio è lì che gli ricorda il presente ed è un segnale che in futuro si ricorderà di lei.

Ancora l’autrice: “Poi ho capito che i momenti dimenticati sono il prezzo della partecipazione alla vita ”
“Il diario non serve più ”

Andanza si compone di frammenti scelti con cura dall’autrice, è una scrittura diretta, racconta la vita intima dell’autrice e i suoi momenti più importanti: figlia, adolescente, donna, moglie, madre.
Scrivere per lei è un impulso irresistibile, quasi un vizio ed è la possibilità di conservare momenti irripetibili, che resuscitano ogni volta che vengono letti.

Essa afferma:
“Volevo solo conservare la memoria di tutta la vita, tenere sotto controllo i miei viaggi nel passato e dimenticare quello che volevo dimenticare.
Buona fortuna, avevano bisbigliato i morti ”

Un libro che fa riflettere.