Romana Petri. Pranzi di famiglia

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Romana Petri
Pranzi di famiglia

Con la bravura che la contraddistingue e non ha eguali, ancora una volta Romana Petri, col suo ultimo capolavoro, ci trascina nelle peculiarità delle saghe familiari.
Siamo a Lisbona, città magica, lusinghiera, intrigante e come una saga familiare piena di contraddizioni.
È la madre che accoglie come accoglie Maria Do Ceu, madre di Rita e di Joana e Vasco ( gemelli)
Maria ha una storia travagliata, sposata con Tiago Dos Santos, che dopo la nascita di Rita abbandona la famiglia. Rita ha una grave deformità facciale e lui non riesce neppure a guardarla.
Maria fa di tutto per cercare di migliorare la situazione della figlia che ha dovuto affrontare dolorosi interventi chirurgici.
Maria è madre e donna tenace, amorevole, per quanto distrutta interiormente è prodiga di attenzione e amore per i figli. Fa tutto da sola, certo Rita, che ha un brutto carattere, facile all’ira al pianto e al risentimento è quella che più le spezza il cuore. È l’unica che riesce a gestirla però, è l’unica che riesce a creare armonia, Maria.Ma Rita è anche quella che la fa resistere “ che ne sarà di lei se io muoio “.
Joana è molto bella, è gelosa di Rita che le sottrae la madre, Vasco è un ragazzo mite e tollerante.
Dopo l’abbandono della famiglia, Tiago Dos Santos, tutte le domeniche invita a pranzo i figli nei migliori ristoranti. È un politico di successo e non perde occasione per vantare il suo status.
Questi pranzi sono pranzi di dovere, fatti in fretta, senza che che ci sia da parte del padre vero interesse della vita dei figli.
Non si parlano. Ma non passa domenica che non si trovano, seppur di controvoglia, anche quando ormai i figli sono grandi: Joana sposata, Vasco ha una sua galleria d’arte e Rita con un lavoro da impiegata in banca ( grazie alle conoscenze del padre).

A Maria Do Ceu, il cuore si spezza davvero e muore in ospedale, lasciando un vuoto enorme a Rita e Vasco maggiormente, con i quali viveva.
Vasco è quello che ha risentito più di tutti dal peso folgorante del tempo: ” Ormai era tutto finto ”.

Gli rimaneva un grande rimpianto non avere vissuto il suo tempo con la madre e anche la memoria non l aiutava.
Ha cominciato così a portarsi sempre dietro un notes dove scrivere tutto quello che gli veniva in mente di sua madre e di quei momenti di vita.
Lui e Rita continuavano a vivere insieme, non era facile, Rita era peggiorata dopo la morte della madre, più irascibile con lui e il mondo intero.
I rapporti tra i fratelli non erano forti, le due sorelle sembravano nemiche.
Ma si ritrovavano tutte le domeniche, in quella Lisbona che a volte era carica di nuvole, dove a volte sul Tago c’erano la nebbia o dove il fresco che arrivava dal mare sembrava un regalo, nel ristorante a pranzo.

C’era anche il nonno materno ai pranzi, persona di brutto carattere e fedifrago, viveva in un ospizio ed il fratello del padre, schizofrenico. Tutto normale all’apparenza.
Ma arrivano le liti tra i fratelli per la divisione della casa, che Rita non intende lasciare dandosi disponibile a dare la quota ai fratelli pur di tenerli. Entra in scena la compagna del padre, Marta, antipatica a tutti.
Nascono i figli di Joana e nascono i problemi col marito, nasce l’amore per Vasco con un ‘artista italiana, Rita diventa più intraprendente. Tante cose succedono in questa famiglia, raccontate con maestria, che coinvolgono chi legge, perché tutti abbiamo una famiglia, che non abbiamo scelto e ci dobbiamo fare i conti prima o poi.
La Petri è speciale in questo trasporto del lettore.
E mentre i pranzi continuano, cambiano le vite dei protagonisti, viene meno la reticenza e qualcuno parla: I rapporti si incancreniscono come solo il silenzio molto rimuginato può fare. ” Il silenzio non fa crescere, fa restare infantili “
Così, con questa riflessione, vicino al mare di una bella sera a Lisbona, ci lascia il romanzo. Un romanzo che non vorresti mai che finisse e naturalmente a fare compagnia non poteva che esserci Barabba, il cane dell’italiana e di Vasco.
Bello davvero, pieno di sensibilità, di malinconia e bellezza, questo romanzo è da leggere.

Anna