Romana Petri. Figlio del lupo

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Romana Petri
Figlio del lupo

È un tuffo in un’avventura che trascina per territori affascinanti, a volte impervi, ma pieni di assoluta umanità.
È un romanzo, che si insinua nella spettacolare vita di Jack London.
Nato nel 1876 a San Francisco, da una madre che parlava con gli spiriti ed un padre astrologo ambulante, che l’ha abbandonato e non riconosciuto.
Due genitori, che pur nella loro presenza una, assenza l’altro, sono il suo imprinting, con cui Jack farà i conti nella sua avventurosa vita.

Cresce con la madre e suo marito che oltre all’affetto gli dà il cognome.
Cresce facendo i conti con la povertà e fin da giovanissimo fa i più svariati e faticosi lavori in giro per il mondo, fino a diventare scrittore.
La madre ha sempre creduto in lui spronandolo a diventare scrittore.
Ma anche dopo, farà il cacciatore di foche, il cercatore d’oro, l’agricoltore, il navigatore. Non era capace a stare fermo.
Nonostante avesse in precedenza studiato solo fino alla quinta elementare, passa la vita a studiare, legge tutto in modo forsennato, nella sua testa c’erano storie che appena poteva scriveva, una fucina inesauribile, fino a diventare il grandissimo scrittore che è stato.

È in una biblioteca che incontra il suo primo grande amore, Mabel la bibliotecaria.
Ma anche la sua vita amorosa è stata tormentata, ha amato due donne ma ne ha sposate altre due, nella speranza di avere un figlio maschio, dopo aver avuto due femmine con la prima moglie.

Un’altra grande passione della sua vita è il socialismo, nonostante sia sempre stato molto individualista, a chi lo rimproverava di fare il socialista con i soldi, rispondeva che i soldi non gli importavano, li aveva fatti senza sfruttare nessuno, anzi sosteneva di aver dato lavoro a diverse famiglie quando si era comprato un vastissimo appezzamento di terreno.

Questo libro oltre ad essere molto bello è il frutto di un gran lavoro. Romana Petri affascina con la sua scrittura, riesce a far vivere quello che vive Jack. Descrive ambienti, paesaggi, personaggi, tanto che sembra di vedere un gran bel film. C’è trasporto, come da lei detto, anche una sorta di immedesimazione in alcuni aspetti della vita di Jack, che non passano indifferenti in chi legge.

Un racconto di vita di un grandissimo scrittore che non è conosciuta ai più, nonostante la notorietà dello stesso. C’è un lavoro di ricerca di lettura dei libri di London, un amore che cova fin da bambina, quando le venivano letti i libri, che spacca le pagine ad alta voce.
È una scoperta ed un viaggio davvero molto interessante, una capacità di entrare fin nelle viscere di un uomo, uno dei più grandi scrittori del suo tempo e ancora molto letto.

Di nuovo ho apprezzato la scrittura di Romana Petri, che si annovera, per me sicuramente tra le migliori scrittrici italiane viventi.

Leggetelo, ve lo consiglio vivamente, si impara molto con piacere.
Ed ho già ripreso a leggere Zanna Bianca, un altro effetto dopo la lettura di questo libro, voler rileggere/ leggere London.

Anna