Rocchetta Mattei

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly non si fermano mai, sempre a caccia di territori e tesori da scoprire far conoscere in giro per l’Italia. Tanti luoghi hanno in se un velo di mistero che li rendono unici. Uno di questi è Il Castello di “Rocchetta Mattei”.

Nato sulle rovine di una costruzione risalente al XIII secolo, il castello deve il suo nome al Conte Cesare Mattei, vissuto tra il 1809 e il 1886, che lo fece costruire sulle rovine della Rocca di Savigliano, edificio probabilmente di proprietà di Matilde di Canossa. Un personaggio enigmatico e intraprendente il conte, che modificò la struttura del castello in più occasioni durante la sua vita, rendendola un labirinto ricco di torri, scalinate dal grande impatto, sale di ricevimento, camere private.

Il bello della struttura è il richiamo a stili disparati che vanno dal medioevale al liberty, dal gotico al moresco. Alcuni luoghi sacri come l’Alhambra di Granada e la Grande Moschea di Cordoba sono stati fonte di ispirazione nel progettare parti dell’edificio come il Cortile dei Leoni o la cappella di sepoltura dove è sepolto il conte stesso.

Oggi da ormai oltre tre anni, da quel 9 agosto 2015, la Rocchetta Mattei è finalmente visitabile, grazie allo sforzo compiuto dalle autorità locali, dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, dal Comune di Grizzana Morandi e dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese. 

Il progetto

Il progetto di questo gioiello di cui consigliamo la visita ebbe inizio nel 1850 quando Cesare Mattei acquistò i terreni in cui sorgevano le rovine dell’antica Rocca di Savignano. Il 5 novembre di quell’anno venne posta la prima pietra della Rocchetta, dove si stabilì nove anni più tardi, nel 1859. La struttura fù definitivamente completata solo nel 1875. Il conte condusse una vita da signorotto medioevale, tanto da avere addirittura la corte e i buffoni al suo servizio.

All’interno del castello il conte inizio’ ad approfondire gli studi della medicina omeopatica rimanendone letteralmente folgorato. Pur non essendo laureato, non si diede per vinto e per non incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione, si fece sempre accompagnare da un medico ufficiale in ogni suo studio, ricerca, esperimento.

Il conte Mattei era molto attratto dalle scienze mediche e grazie ai mezzi economici che aveva e alla buona reputazione dell’omeopatia nella seconda parte dell’800, riuscì a sviluppare e implementare in poco tempo un nuovo e personale metodo terapeutico: l’elettromeopatia che indicò come buon rimedio per un gran numero di patologie, in modo particolare per il cancro. L’elettromeopatia altro non era che una sorta di mescolanza tra omeopatia, fitoterapia, alchimia e magnetismo.

Ma quali erano le origini del conte? Il conte Cesare Mattei nacque a Bologna l’11 gennaio 1809 da Luigi e Teresa Montignani, una famiglia benestante ferrarese. Questo gli permise di essere a contatto con i più grandi pensatori dell’epoca come Paolo Costa, Marco Minghetti, Antonio Montanari e Rodolfo Audinot, che gli permisero di maturare idee liberali. Il conte rimase di idee moderate e liberali.

Nel 1837 fu parte dei 100 fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna. Divenne Conte nel 1847 quando, con suo fratello Giuseppe, fece donò a Pio IX tutti i possedimenti sul canale della Magnavacca, una via di comunicazione che collegava Comacchio con il mare e una naturale separazione dagli austriaci posizionati a Comacchio e Ferrara. In tal modo fu ricompensato con il titolo nobiliare per aver offerto la possibilità alle truppe pontificie di attestarsi in una posizione strategica favorevole.

Il conte era molto legato alla madre, tanto che alla sua morte nel 1844 si allontanò dalla medicina classica dell’epoca, che non seppe fare nulla per curare la madre e ridurne le sofferenze.

Fu a questo punto che con grande determinazione, lasciati i rapporti sociali e la politica, si ritirò nella tenuta di Vigorso dove si avviò agli studi di una “nuova medicina” più efficace. Fece parte della Guardia civica bolognese e del gruppo di volontari bolognesi al comando di Enea Bignami, che prestò servizio presso il quartier generale di Carlo Alberto. Partecipò anche come volontario alla difesa del Veneto dalla controffensiva austriaca (aprile-maggio 1848).

Fece poi carriera politica quando Il 18 maggio 1848, durante il periodo costituzionale dello Stato pontificio, ricevette dai collegi S. Vitale di Bologna e di Budrio, il mandato di rappresentarli a Roma nel Consiglio dei deputati. Il clima di incertezza e di tensione lo allontanò più tardi dalla politica e dall’amico Minghetti con il quale non si riconcigliò più..

Nei tanti scritti del conte non vi era traccia né della composizione né del metodo di preparazione dei composti. Fatto sta che nonostante il vasto successo in Italia, Francia e in Germania, il metodo provocò anche forti critiche e polemiche nel mondo medico e tra gli omeopati. Le critiche erano soprattutto rivolte all’impossibilità di attestare la presenza di elettricità nei 5 “fluidi elettrici” che a dire del conte avrebbero dovuto ristabilire l’equilibrio fra le cariche elettriche del corpo e riportare la parte dolorante a uno stato di benessere.

I suoi studi fecero breccia nell’opinione pubblica dell’epoca e così iniziò a mettere in vendita i suoi prodotti nelle farmacie e fu messo a processo nel 1867. Ma non mollò la presa fino ad ottenere da Pio IX l’autorizzazione a sperimentare i suoi rimedi per tre mesi nell’ospedale militare romano di convalescenza di S. Teresa.

Nel 1881 avviò la produzione in massa dei rimedi elettromiopatici e di promuoverne l’esportazione all’estero. Quindi allestì una serie di depositi, oltre 100 dislocati in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, alla Cina.

La sua notorietà raggiunse anche Dostoevskji che lo citò ne I fratelli Karamàzov:

“Ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani, ma non sono capaci di curare. Mi è capitato di incontrare un piccolo studente entusiasta. ……… Disperato ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica.”

Il 3 aprile del 1896 morì e gli eredi continuarono la produzione e distribuzione dei “Rimedi Mattei” fino al 1959, quando i laboratori furono costretti a chiudere.

Tornando al Castello, dopo molti tentativi di cederlo al Comune di Bologna o ad altri enti, fu venduto ad un commerciante locale, Primo Stefanelli, che lo rese un’attrazione turistica, trasformando una delle costruzioni minori, da padiglione da caccia ad albergo con annesso ristorante, da cui accedere al parco adiacente. Quando Stefanelli morì nel 1989, la Rocchetta fu chiusa per mancanza di condizioni di sicurezza.

Nel 2005 la svolta che ha permesso a partire dal 9 agosto 2015 la riapertura al pubblico.

Prima di scegliere come luogo per la costruzione del suo castello la località di Savigliano, Cesare Mattei visitò diversi luoghi. Il luogo fu preferito per molte ragioni, tra cui la comodità dell’accesso, l’isolamento del rialzo roccioso e la posizione sulla confluenza dei fiumi Limentra e Reno, le cui vallate vengono dominate dalla rocca Ancora oggi una iscrizione in alto ricorda l’origine e il compimento dell’edificio con le parole seguenti:

” Il Conte Cesare Mattei – sopra le rovine di antica rocca – edificò questo castello dove visse XXV anni – benefico ai poveri – assiduamente studioso – delle virtù mediche dell’erbe – per la qual scienza ebbe nome in Europa – ed era cercato dagli infermi il suo soccorso – Mario Venturoli Mattei – compié l’edificio – e secondo il voto di lui – nel X anno dalla morte – ne portò qui le ceneri – con amore e riconoscenza di figlio – il III Aprile MCMVI ”

All’interno la meraviglia di un castello che unisce gli stili più disparati.

“The Rocchetta Mattei is a castle situated on the northern part of the Tosco-Emiliano Apennines, in the province of Bologna. Heading toward Suviana and Brasimone lakes, along Porretana road, it will show up suddenly in all its splendor.

The eccentric and striking fortress was commissioned in 1850 by the earl Cesare Mattei and was built on the ruins of an ancient manor house that included a church and a cemetery dating back to 13th century BC and located, to be more precise, in Savignano suburb, part of Grizzana Morandi municipality.

The magnificent castle is nestled on an upland at 4017 meters above sea level and after two years of restoration work opens to the public; from August 9 2015 indeed it can be visited every Saturday and Sunday.”

Elettromeopatia

Il conte Mattei, letterato e politico, divenne noto per i suoi studi nell’ambito dell’Elettromeopatia, una scienza che abbina granuli simil-omeopatici con 5 liquidi elettrici allo scopo di ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo e riportarlo alla neutralità.

I principi venivano estratti da piante officinali e lavorati con metodi segreti che conferivano ai semplici elementi fitoterapici la loro efficacia terapeutica. Le sue terapie ebbero al tempo un grande successo non solo in Europa, ma a livello mondiale. 

Tutto questo successo finì per attrarre uomini e donne di tutti i ceti. Attorno al castello vennero edificati villini climatici per ospitare chi fosse interessato ad usufruire delle cure e degli studi del Conte che iniziò a produrre i suoi rimedi esportandoli anche all’estero. Per lo stesso motivo suscita grande interesse l’Archivio-Museo del Conte Mattei, primo ed unico museo sulla medicina elettromeopatica al mondo, che si trova presso i Fienili del Campiaro a Grizzana Morandi.

Il museo contiene innumerevoli documenti e reperti riguardanti il Conte, la Rocchetta e l’elettromeopatia. Il conte raggiunse una fama mondiale nel ventennio 1860-1880. Il suo sistema era molto affascinante e richiamava elementi della medicina dell’Antica Grecia di Galeno e Ippocrate ma anche della medicina cinese e si fondava sui principi delle alterazioni umorali e temperamentali e sulla convinzione radicata che nelle varie sezioni dell’organismo si potessero sempre scomporre due metà, una fornita di elettricità positiva e l’altra di elettricità negativa.

Il segreto starebbe nell’equilibrio tra le due parti, da cui dipenderebbe lo stato di benessere, mentre il prevalere dell’una sull’altra sarebbe causa di malattie. Da qui l’allestimento di preparati composti specifici per uso interno ed esterno dotati di azione omeopatica e di azione elettrica in grado di mantenere e favorire questo equilibrio

Il castello mentre lo si visita, si presenta come un intreccio labirintico di camere create e disegnate negli stili più disparati ed è un luogo molto affascinante e che merita un’escursione, un luogo da vedere e da capire, a cui accompagnare le tante curiosità e intanti misteri che un personaggio come il Conte Mattei ha lasciato in eredità…Fede