domenica, aprile 5, 2020
Ritorno alla terra!!Boom lavori agricoli

Ritorno alla terra!!Boom lavori agricoli

0
956

 

campagna2

C’è un ritorno alla terra e i nuovi mestieri specie per i giovani rendono contemporaneo un ritorno ad essa.Negli ultimi tre anni si è registrato un incremento del 48%  dei lavori correlati alla terra: agricoltura, coltivazione e allevamento.Il dato affascinante è la riscoperta di vecchi mestieri che si stavano perdendo come il canestraio e il carbonaro ma se ne stanno creando anche di nuovi come il tutor dell’orto e addirittura l’agristilista. Questo ritorno alla terra si ricollega al discorso fatto ieri sul riciclo, la carenza di lavoro ha spinto i giovani a riscoprire lavori dimenticati o snobbati perché poco comodi e redditizi quando l’agricoltura risulta in realtà redditizia e fonte di gratificazioni oltreché di una migliore qualità della vita. Poi, siccome una cosa tira l’altra, si sono sviluppate attività collegate come ad esempio i matrimoni in campagna molto in voga specie nelle grandi città.

I numeri parlano da soli. Sono infatti 113mila le aziende agricole multifunzionali che hanno determinato questo vero e proprio boom del ritorno alla campagna.Negli ultimi tre anni, secondo le stime, in Italia sono almeno cinquemila le nuove attività aperte, soprattutto da giovani, che si discostano dai canoni della produzione tradizionale, puntando sull’innovazione e la multifunzionalità. In sostanza si battono nuove strade e si riprendono antichi mestieri dandogli una connotazione di modernità.Se ne contano a centinaia di nuove professioni come il “professore di tartufo”, l’architetto del verde,  il consulente enogastronomico, lo stilista “green” che utilizza materiali e fibre vegetali. E poi catering a chilometro zero e fattorie ‘sportive’ che si affiancano a quelle didattiche e sociali. . Il loro apporto al bilancio complessivo del settore agricolo e alimentare al momento è quantificabile in almeno 200 milioni di euro l’anno, percentuali ancora basse se confrontate con i 250 miliardi mossi dall’agroalimentare italiano nel complesso, ma dalle enormi potenzialità.

Interessante è l’Agricatering a km zero come quello dell’associazione Donne in Campo-Cia, che prevede l’offerta di servizi di catering a filiera corta, dove tutto nasce direttamente dal lavoro nei campi senza intermediazioni. Le imprenditrici in rosa, con questo progetto, si pongono due obiettivi principali: da un lato la valorizzazione dei prodotti locali che restano tagliati fuori dai circuiti distributivi, dall’altro combattere la crisi creando una nuova forma di integrazione del reddito agricolo. C’è un altro fattore molto importante. Se una volta si usava dire “braccia rubate all’agricoltura” a chi non rendeva a dovere tra i banchi e negli uffici, oggi,beffa del destino,il 90% degli agricoltori sotto i 30 anni ha una scolarità medio-alta e lavorare nell’agricoltura è tornato ad essere un vanto. Vuoi mettere lavorare sodo per qualche ora e poi sedersi su una sedia ad osservare il campo respirando a piene narici l’odore del grano piuttosto che alzarsi dalla scrivania,mettersi la giacca e infilarsi in auto in coda in tangenziale? E cosi’ cresce il numero di dottori in discipline che nulla hanno a che fare con l’agraria e che non hanno alcuna tradizione di famiglia contadina, che si reinventano pur di lavorare a contatto con la natura e in un settore che è tornato a rendere molto: ci sono educatori e psicologi che si dedicano all’agricoltura sociale e alle fattorie didattiche; esperti della comunicazione che gestiscono il marketing e la promozione dei prodotti sui mercati stranieri; economisti che amministrano l’azienda; erboristi e farmacisti che scommettono sulla fitoterapia e sulla cosmesi naturale; architetti che fanno bio-edilizia producendo mattoni artigianali di argilla e paglia completamente eco-sostenibili e riciclabili“ e ancora decine e decine di esempi.Il boom dei mestieri in agricoltura, +48% in tre anni, secondo i dati Coldiretti, si deve dunque, oltre che alla solita crisi che ha obbligato molti a reinventarsi, ad una rinnovata consapevolezza del valore della terra, di quello che rappresenta in termini di stile di vita e di riappropriazione dei ritmi della natura.E’ insomma una scelta consapevole più che una costrizione, una scelta di lavorare in un contesto ricco di soddisfazioni e che mette in contatto con l’essenza stessa della vita.

Alcuni esempi

Dal web si trovano alcuni esempi interessanti che testimoniano ciò che abbiamo scritto sinora. ad esempio Domenico, Giovanna, Miriam sono tre giovani del catanzarese rientrati nel luogo d’origine a ripopolare con i bachi da seta un terreno meraviglioso completamente abbandonato da 10 anni creando la Cooperativa Nido di Seta che alleva bachi da seta per una produzione di altissima qualità e di recupero storico visto che che in quella zona, San Floro (Cz) c’era un’antica tradizione serica e con i gelsi producono ottime marmellate. Inoltre hanno ideato weekend o settimane di ‘viaggio nel mondo della seta’ per far conoscere tutta la lavorazione.Sara e Sanni invece propongono un’edilizia sostenibile, anche questa una nuova tendenza. Con la loro Terra e paglia costruiscono o rinnovano edifici utilizzando terra e paglia in tutte le possibili mescole. Si occupano di strutture in legno, murature, intonaci pavimenti, altorilievi in terra cruda tutto con materiali naturali e modalità artiginali.Giulia nella Vecchia Fattoria a San Pietro di Morubio Verona accoglie bambini da ogni parte d’Italia, spesso disabili o affetti da particolari patologie psico-fisiche. Il contatto con la natura e gli animali funziona come una terapia di recupero. Bambini autistici e problematici hanno infatti ripreso a vivere normalmente, recuperando l’allegria e la gioia perduta evidenziando quella che è una tendenza anche a livello di istruzione negli ultimi anni, riavvicinare i bambini alla terra e alle antiche tradizioni contadine.Poi Gabriele che ha appena 30 anni è un giovane laureato in ingegneria elettronica che dopo un’esperienza lavorativa nelle energie rinnovabili, ha deciso che era arrivato il momento di diventare imprenditore agricolo. È così che, tre anni fa, con i suoi risparmi, ha acquistato all’asta un Podere (Poggio Pereta) nei pressi di Bibbiena, a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, voleva diventare allevatore di bovini di razza Chianina, ma per le forti pendenze e l’abbandono dei campi non è stato possibile. Cosi’ ha puntato su l’apicoltura, la coltivazione di zafferano e, successivamente sull’allevamento di suini. E da qualche tempo è diventato anche elicicoltore, ovvero allevatore di lumache da terra.Alle porte di Roma a Via dei Casali di Porta Medaglia c’è La Nuova Arca, una cooperativa sociale che realizza una agricoltura solidale e propone prodotti ortofrutticoli di qualità a un prezzo equo, realizzati con l’ impiego di persone in condizioni di difficoltà, offrendo loro un giusto salario e destinando gli utili al sostegno delle attività solidali. E poi ancora, tanti e tanti altri come evidenziato da Coldiretti tra cui coltivatori di lino,wedding planner green,agrierboristi, scultori della terra e via dicendo, la fantasia e la creatività sembrano non avere limiti.Non c’è da stupirsi dunque se negli ultimi tre anni tra le aziende agricole sono aumentate sei volte quelle che producono energie rinnovabili (+603 per cento), sono praticamente raddoppiate quelle che trasformano direttamente i loro prodotti (+97,8%), e un grande successo si registra anche per la vendita diretta e per iniziative impensabili solo pochi anni fa. Insomma un fermento incredibile trascinato nuovi imprenditori giovani e creativi che hanno dato vita ad un elenco di nuovi mestieri da aggiornare ogni giorno:  dall’agribenessere alla moda, dalla tutela ambientale come gli agricustodi e il recupero degli scarti agli agrichef fino alle attività sociali come gli agriasilo o la pet-therapy. A far da traino anche la domanda del cittadino sempre più desideroso di bypassare le varie intermediazioni e di arrivare lui stesso direttamente dal produttore. Sul fronte strettamente alimentare c’è il boom dei microbirrifici artigianali spesso collegati a giovani agricoltori, un settore già battezzato ‘agribirra’ e poi tutto il nuovissimo settore delle natural energy drink fatte riscoprendo antiche ricette come lo spritz al miele.Per non parlare del settore wellness e delle Farmbeauty e poi i tutor dell’orto, le agritate per dare assistenza ai più piccoli in strutture dedicate come gli agriasilo e gli agrinido, i bioarchitetti e restauratori che utilizzano solo materiali agricoli come paglia e terra. Dunque nuovi mestieri agricoli e antichi mestieri agricoli che tornano come le filandaie e i carbonari o i canestrai. Fa senz’altro piacere sapere che tutto questo trambusto causato prima dalla fine delle grandi fabbriche, poi dal crack economico-finanziario abbia portato in dote anche qualcosa di buono come un più che salutare ritorno alla terra.

campagna1