Ritorno al tempo che non fu di Alessandro Pierfederici ( Ed. Del leone ). Recensione a cura di Monica Pasero

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Un giorno lontano, arso dal sole cocente, uscito da un manto d’argento macchiato di sangue, sarà in cammino il pellegrino purificato dal suo dolore, e l’ultima voce del male come drago furente urlerà l’estrema sua rabbia nella nera tempesta. Ruggirà il cielo, avvolgerà nelle tenebre e sconvolgerà boschi e fiumi, e quello sarà il segno che colui che era morto è tornato in vita e riporterà alla sua amata il giovane principe, ridonando la gioia a questa stirpe e a queste terre!”
Un uomo, nelle campagne al limitare della sua città, innanzi ad una lama affilata intravede l’unica via di fuga, ma il timore del dolore fisico lo trattiene ancora una volta…portandolo a fuggire.
Questa è la storia di un uomo privo di ogni speranza. Fugge da questo mondo che appare non comprenderlo… non volerlo. 
Nei suoi pensieri la morte diviene salvezza, liberazione estrema da una vita avara con i suoi sogni e aspirazioni; forte di questo giustifica il suo imminente gesto e l’indomani ritorna per ultimare il suo intento; ed è lì che vede un giovane insanguinato, tra le mani la stessa lama, fuggire fra i boschi. 
Sconvolto decide di soccorrerlo e s’inoltra nel bosco, ma del giovane non v’è più traccia…  Parte così questo romanzo ambientato in territori fiabeschi, dove il protagonista si ritroverà in luoghi mai visti ai suoi occhi, ma noti alla sua anima. 
Terre lontane dal suo mondo, dalla sua dimensione, popolate da strani personaggi ognuno parte e guida del suo viaggio… E qui, Alessandro, il protagonista, inizierà a muovere i primi passi in questa antica profezia, inconsapevole d’esserne l’anello mancante.
La storia che ne sussegue è ricca di rappresentazioni: l’autore con minuzia e bravura descrittiva non indifferente tratteggia  ogni scena nei minimi dettagli, portando il lettore a sentirsi partecipe di quel viaggio: a udir il canto degli uccelli, il gorgoglio delle acque, la pace della natura e la forza e ribellione dei suoi elementi; il lettore può avvertir anche le  intense emozioni che pervadono il protagonista: i suoi dubbi, timori,  speranze e desideri ritrovati che crescono, sempre di più,  inoltrandosi in quei misteriosi luoghi.
Tra queste pagine si ripercorre la storia di un amore ostacolato: due famiglie contrarie all’ amore tra i due giovani, li condurranno ad un tragico destino… Un racconto che ritroviamo spesso nei libri Fantasy, ma in questo particolar testo il racconto fa solo da cornice a questo romanzo la cui chiave di lettura va ben oltre alla sola narrazione Fantasy, e ci porta ad un’analisi più accurata di ciò che stiamo davvero leggendo.
Si susseguiranno diversi personaggi e luoghi in questo libro, tutti con un ruolo ben preciso per lo svolgimento della trama, a cui io do la mia personale interpretazione:
Il traghettatore: è la nostra provvidenza che ci accompagna nei momenti difficili.
Il pescatore non è altro che la nostra coscienza che ci sprona a trovar la verità, senza però rivelarla. Ci spinge a navigar in acque torbide, in tempeste, nei luoghi più remoti del nostro inconscio, a lottar contro i nostri demoni per poi mirar alla nostra identità. 
La dolce fanciulla, la sposa mancata: è l’amore che tutti noi cerchiamo ma per l’incertezza del domani e per timore spesso perdiamo.
I boschi, la tempesta, il castello, il cimitero e il fiume sono i nostri stati d’animo: la tempesta è la rabbia, la ribellione; il castello racchiude i ricordi, i luoghi che abbiamo amato; i boschi raffigurano il silenzio, la pace; il cimitero riporta alla gratitudine d’esser vivi e infine il desiderio, la scoperta, il viaggio sono proprio come le acque di un fiume sempre in movimento.
L’atteso pellegrino raffigura invece la speranza, la fede, la volontà di modificare gli eventi e condurre la nostra vita alla sua realizzazione.
Il protagonista, Alessandro, raffigura la natura umana con i suoi demoni e la sua ricerca spasmodica della felicità. L’uomo che perde se stesso e cerca di ritrovarlo con la morte. L’uomo che rincorre se stesso e tra quei boschi forse lo ritrova o forse no… A voi capirlo leggendo: Ritorno al tempo che non fu.
Monica Pasero