Ricordami come il custode del bosco, prima parte, gubiana la leggenda

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streOra immaginatevi una giornata di pieno sole.

Un bosco.

Gli alberi, altissimi alberi, le cui verdi foglie riflettono i raggi, su quelle goccie di rugiada del primo mattino.

Ora immaginatevi seduti su uno dei più alti rami, con le gambe che dondolano a tempo delle follate di vento e del suono delle foglie che si infrangono sui rami più piccoli.

Sto osservando le mie lunghe gambe fasciate dalle mie calze più belle, rosso, di un rosso talmente intenso che solo il colore del sangue più fluido gli si avvicinava. Le allungo, così da stirare i miei più flessuosi muscoli fatti di ore e ore di salti e allenamento. E ancora una volta mi va la mente sul pensiero che sono l’unica che vede le mie gambe di questo colore, il che vuol dire che ci siamo.

Guardo il mio corto vestito di tulle verde intrecciato a foglie, rami e bacche.

Mi ritengo soddisfatta finalmente le calze sono del colore che aspettavo da anni, rosso, ma verde agli occhi degli umani. Il vestito verde così che il mio aspetto si mimetizza perfettamente al bosco.

I miei corti capelli ribelli intrecciati dalle mie stesse mani.

Dopo anni di allenamento finalmente sono pronta.

Finalmente con lo scoccare di questo giorno posso ufficialmente essere chiamata Giubiana.

Ah, oltre che l’allenamento alla mia età è anche previsto un corso sbrigativo di studio delle usanze e di tutto quello da sapere per diventare un vero e proprio guardiano del bosco.

E ricordo perfettamente il folclore italiano cosa diceva alla voce “Giubiana”

“La Giubiana è una strega, spesso magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse. Vive nei boschi e grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, , ma si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini.”

Ah stupide coloro che sono andate a raccontare questi particolari. Solo colei che ogni millennio è destinata a divenire la custode deve sapere delle calze rosse, segno distintivo del “è giunto il momento” e il fatto che saltiamo da un ramo all altro.

Accidentaccio, però, pensano seriamente che siamo streghe cattive? Che spaventiamo sopratutto i bambini e coloro che entrano nel bosco?

Vorrei tanto sapere chi è stato a diffondere queste infamie.

Non mi definirei proprio strega, solo per il fatto che posso far crescere le piante quando voglio o posso curare gli animali feriti.  Chi ha scritto quella roba non sa proprio cos’è un guardiano.

Quando vieni eletta il tuo nome viene cancellato e ti viene chiesto di farti ricordare solo come il guardiano…non come strega.

Sono un guardiano.

Mi alzo in piedi, sul ramo sul quale stavo facendo questi profondi pensieri e mi stiracchio, offesa, per i pensieri assurdi che mi sono tornati in mente.

Mi alungo e spicco un salto e un altro e un altro.

Mi muovo velocemente e agilmente per i rami, sento il vento che mi accompagna nella mia quotidiana avventura di ispezione e all’improvviso mi blocco. C’è odore di bruciato…

Aumento la velocità e il mio fiato si accorcia, è un incendio…ora si che mi possono chiamare strega.

Lo vedo, vedo quel umano, ride e appicca fuoco al mio bosco. Raccolgo me stessa e spicco un enorme salto fino a terra, estraggo il mio pugnale ricoperto di rune e glielo punto alla gola.

-CHI sei. E come diamine ti permetti di dar fuoco al mio bosco?

L’ho bloccato di spalle in modo che non possa vedermi, ma che possa sentire la mia voce.

-Io non stavo appiccando fuoco al tuo bosco…

Lo sento che deglutisce, deve avere la gola secca, in fondo il mio coltello appoggiato alla sua gola non è del tutto promettente.

-Ah no? Io sento l’odore dell’incendio che hai appena appiccato, e sento chi e cosa lo ha acceso. TU. TU sei stato. E non negare perchè non sei nella posizione per farlo.

E credetemi non lo era per niente, mi infurio parecchio quando le piante muoiono.

-Ti prego…posso spiegarti…

-Ah si? Allora spiegalo.

Lo girai di scatto per far vedere il mio aspetto, aspetto che formulavo per spaventare le brutte persone come lui…E fu uno shock.

Il pugnale mi cadde di mano…Le mie sembianze tornarono le originali…Non potevo crederci Lui era dinuovo tra noi….

Questo è un inizio di un racconto che ho inventato legato alla leggenda della strega Giubiana! Voi che ne pensate??

A presto con la seconda parte,

A – fruttidiboscoblog