RESTO QUI di Marco Balzano

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Resto qui un libro che definirei una poesia, per la delicatezza con cui è scritto, per la struggente precisione della narrazione di Marco Balzano e per la passione con cui vengono descritti i personaggi, Trina la protagonista, ma anche tutti gli altri che le fanno mirabilmente da cornice.

Ci troviamo nella zona di confine tra Bolzano e Merano, dove tutto viene stravolto dalla guerra. La lingua tedesca, fino ad allora correntemente parlata da quella popolazione, di punto in bianco viene messa al bando e sostituita dall’italiano, lingua assolutamente sconosciuta e ostica alla gente del luogo, composta per lo più da semplici lavoratori, vissuti all’ombra della grande Austria. Gente sbandata e sbalordita dai fatti che si susseguono con rapidità, gente che spera nella sconfitta del Duce attraverso l’invasione del Führer, considerato migliore in quanto tedesco. In questo clima di assoluta incertezza e paura, la popolazione deve affrontare anche il problema di una fantomatica diga, che velocemente si sta costruendo alle loro spalle, alla quale da principio nessuno voleva credere, ma che si faceva sempre più concreta e pericolosa. Era il miraggio di un lago artificiale sopra i loro Paesi: Curon e Resia, contro cui la gente combatte strenuamente, rivolgendosi al governo di Roma e anche al Santo Padre, ma senza successo. Gli uomini e i ragazzi spaventati si arruolano nell’esercito tedesco o abbandonano il territorio, rifugiandosi sui monti dove vengono braccati da tedeschi e italiani. Le famiglie divise e private della loro quotidianità si spezzano davanti a un futuro smarrito.

E’ un libro che fa riflettere su come l’integrazione sociale sia difficile, anche tra persone appartenenti allo stesso Paese, pur con provenienze e culture diverse, e come la guerra, e un sistema totalitario, qualunque esso sia, si possa sovrapporre brutalmente al popolo, che incapace e impossibilitato a vivere con dignità, si trova a combattere una guerra personale che porta all’inevitabile solitudine.

Maria Cristina Pazzini