Respirare

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La fila per entrare all’interno del supermercato e la silenziosa attesa mi diedero modo di pensare a cosa avrei dovuto acquistare…
cosa fosse più utile e necessario e cosa invece più superfluo…
mi diede la possibilità di fermarmi un momento e di non fiondarmi nel corridoio e fra gli scaffali in maniera frenetica e quasi ansiogena come avevo sempre fatto.

Mantenere il metro di distanza fra le persone mi insegnò il rispetto, lo spazio degli altri, i loro tempi, e le loro necessità.
La mascherina davanti al volto mi stava quasi soffocando cosi’ ho imparato a respirare…lentamente e profondamente.
I guanti mi impacciavano in ogni movimento, cosi’, invece di innervosirmi, provai a fare gesti gentili e con cura,
e la cosa funziono’.

Imparai che si può salutare e sorridere anche solo con gli occhi senza fare confusione,
che si possono sentire le persone
e le ho sentite vicine in quella danza di carrelli e metri quasi eterica…
Alla cassa rispettai la linea di sicurezza, pensando a cosa avrei potuto mettere sotto di più pesante e cosa sopra,
a come avrei potuto incastrare le borse in maniera armonica nel carrello
e poi nella macchina.

Per la prima volta mi resi conto che non stavo pestando i piedi mentre ero in attesa che arrivasse il mio turno.
Mi resi conto che non avevo fretta…
che avevo rallentato
Che la paura e le condizioni in cui eravamo costretti a vivere a causa di quel virus furono una grande meditazione e una grande scuola.

Che per assurdo,
un virus che principalmente dava gravi difficoltà respiratorie,
insegno’ a tutto il pianeta
a respirare.