Relativismo

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Intelligente o stupido?

Bello o brutto?

Ricco o povero?

Bianco, nero o giallo di carnagione?

Cattolico, ebreo, buddhista, islamico o ateo?

Eterosessuale o omosessuale?

Siamo tutti portati a scegliere

e a cadere nel vortice di relativismo

che attanaglia la società

e non la fa uscire dai suoi pregiudizi.

Alessandro Collufio

Commento

Questa è una poesia che esprime un senso di profondo rammarico verso una società che ormai ti giudica non più per quello che sei, per la tua essenza ultima di essere umano e per i valori che ti porti dentro, bensì solo per come appari e per come essa stessa ti vuole, creando un relativismo che non ha mai fine e creando purtroppo troppi pregiudizi che si potrebbero evitare.                                                                                               Denunciando questo “male invisibile” vorrei anche far trasparire un messaggio (e anche un consiglio): non abbandonatevi a ciò, siate più “umani” e giudicate con saggezza coloro che vi stanno accanto non basandovi sul loro colore della pelle o sulla loro religione (Silvia Romano docet) o ancora sulle loro preferenze sessuali perché questi sono elementi trascurabili dell’essere