Recensione: La voce invisibile del vento

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a cura di Giulia Nicora

LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO – CLARA SANCHEZ

Una donna normale è in viaggio, con la sua famiglia normale, verso una vacanza normale. O meglio, questo è quello che crede lei. Perché Julia, la protagonista, non sa che il suo viaggio sarà tutto tranne che normale.

È appena arrivata a destinazione, con il figlioletto ed il marito, quando si accorge di aver lasciato a casa il latte per il bambino: è notte, ma non importa, prende la macchina alla ricerca di una farmacia. Guida, cercando di orientarsi in quella città ancora sconosciuta, quando…

… Ehi, un momento… come mai non c’è nessuno, per strada? Ha appena avuto un incidente, perché non sono arrivati i soccorsi? Julia scende dalla macchina, com’è possibile che non riesca a trovare la sua borsa, i suoi documenti? È sicura di averli appoggiati in macchina, accanto a lei… Cerca un telefono pubblico, prova a chiamare il marito, Felix, sarà preoccupato, non vedendola rientrare. Il cellulare è occupato. Occupato quella sera ed i giorni successivi, Julia non può mettersi in contatto con nessuno, può solo vagare in quella cittadina, da sola, senza cibo, alloggio, documenti, soldi, in mezzo a sconosciuti, l’unica compagnia che ha sono i ricordi, vividi, della sua famiglia, dalla quale tenta, per giorni, disperatamente di ritornare.

Julia cammina, cammina per strade che non hanno nome, lungo spiagge tutte uguali, di cui lei non ha memoria, com’è possibile che non riesca a ricordarsi in quale residence lei e la sua famiglia sono alloggiati? Sembra che stia accadendo qualcosa di strano, inspiegabile, tutto, intorno a lei, è familiare, ma anche estraneo, lontano, ovattato, quasi angosciante, a Julia sembra di vivere in un incubo… fino a quando non incontra, nell’unico locale aperto della città, un tipo strano, di nome Marcus. Marcus… questo nome le suggerisce qualcosa, ma cosa? Perché si sono appena conosciuti, eppure lui sa così tante cose su di lei? Chissà come stanno Felix e suo figlio… cosa staranno facendo? Probabilmente è l’ora del riposino, per il piccolo, pensa Julia, nel tentativo di orientarsi nello spazio e nel tempo… Forse dovrebbe cercare di raggiungerli, o di chiamarli… ma il telefono è ancora occupato e Julia non è riuscita a raggiungere il residence…e la sua angoscia di Julia aumenta…

Ogni giorno che passa, Julia è sempre più disperata, vaga in un labirinto sempre più confuso, spinta soltanto dalla costante voce del vento e dal suo istinto, che le suggerisce di continuare a cercare, sembra davvero che l’unica persona di cui possa fidarsi sia questo Marcus… il quale, dopo una telefonata di Felix, è arrivato in ospedale per restare accanto ad una Julia incosciente, dopo l’incidente avvenuto qualche giorno prima.

Perché Julia non sta cercando realmente di tornare dalla sua famiglia. Julia è in coma. Sta sognando, tutto ciò che le accade è frutto della sua mente, tutto ciò che sente, vede, fa non è reale. Julia era uscita a cercare il latte e non è più tornata. C’è stato un brutto incidente, dal quale lei, nella sua mente, credeva di essere uscita illesa.

E mentre lei compie il suo percorso, Felix, disperato, ne compie un altro, vero, nel mondo reale, nel tentativo di farla tornare da lui. Felix corre in ospedale per stare accanto a sua moglie, corre in hotel per cercare indizi, informazioni, tutto ciò che può essere utile a farla risvegliare. Ecco come ha conosciuto Marcus, nel modo peggiore possibile: Marcus era l’amante di sua moglie. Felix non vorrebbe chiamarlo, il dolore è grande, ma è un sacrificio che deve compiere, per Julia, perché tutte le persone a lei care devono andare in ospedale e parlare con lei, farle sentire la loro vicinanza.

Ma non sarà una voce a far riaprire gli occhi a Julia: basterà un profumo. Un giorno, persa nel labirinto del suo inconscio, Julia sente il profumo di una torta a lei familiare. Lo segue, forse quel profumo è un segno… cammina, cammina, cammina… fino a tornare alle realtà. Fino ad aprire gli occhi. Fino a quando, con lei, anche il lettore torna da questo viaggio irreale, questo incubo a due voci, quella di Julia e quella di Felix, entrambi in cammino lungo il proprio percorso, fisico e morale, entrambi disperati, in balìa del destino e degli imprevisti, entrambi incapaci di trovare una soluzione.

Clara Sanchez, in questo romanzo, riesce a far immedesimare completamente il lettore, a fargli provare la stessa angoscia, le stesse paure, la stessa preoccupazione di Felix, a fargli vivere l’incubo in cui Julia è imprigionata, a fargli compiere il percorso che condurrà lui ed i protagonisti a scontrarsi con la verità, una verità difficile da affrontare, ma che si rivela l’unica via percorribile per uscire dai sogni, le illusioni e tornare alla propria vita.