Recensione Peaky Blinders

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Peaky Blinders è una serie televisiva britannica, creata da Steven Knight e ambientata a Birmingham dopo la prima guerra mondiale.

Viene posta al centro delle vicende una gang criminale realmente esistita ma che non ha poi avuto l’espansione che viene qui raccontata.

Reduci dalla prima guerra mondiale i fratelli Shelby si fanno strada nella vita tramite coercizione, violenza e scommesse illegali. Thomas, secondogenito della famiglia, ha piani sempre più ambiziosi e non senza difficoltà condurrà la sua famiglia verso denaro e successo. 

Le ricostruzioni e i costumi sono molti ben fatti, il cast è abbastanza convincente ma devo dire che tutta la serie è nei fatti Cillian Murphy nel ruolo di Thomas. Lui ha il fascino e il carisma che rende tutto godibile e accettabile. Non sto parlando tuttavia dei suoi occhi azzurri o del bel faccino, ma di un’abilità recitativa magnetica. Il resto del cast fa solo da cornice e se c’è qualcun altro che brilla va ricercato tra i personaggi secondari. Primo tra tutti l’imprevedibile Alfie Solomons interpretato da un brillante Tom Hardy.

La serie Peaky Blinders è composta attualmente da 5 stagioni, ognuna delle quali ha il difetto di partire un po’ a rilento, omettendo collegamenti fondamentali con le precedenti e di ripetere a loop lo schema Thomas contro il “boss” di turno stile videogioco.

Devo dire che nel complesso è una serie godibile e che sono contenta sia stata rinnovata per una sesta stagione.

Recensione a cura di Eleonora Panzeri 

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