RECENSIONE – LA VOCE DELLA MORTE DI ANDREA DEL CASTELLO

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Tutto comincia con una giovane vita interrotta, Roberto Desideri, viene trovato cadavere davanti a una discoteca. Un caso apparentemente banale, quasi da non menzionare nelle pagine di cronaca nera, eppure il commissario Giorgio Cani fiuta qualcosa d’inquietante. Quello di Desideri sarà solo il primo di una serie di efferati delitti e l’inizio di una lunga e intricata indagine. 

Nel complesso una storia ben articolata, dettagliate le descrizioni della cornice, Parma, testimone silenziosa dell’ordinaria follia di un pazzo o semplicemente della follia del genere umano.

Dopo la lettura, pur trattandosi di narrativa, non ci si può esimere dal farsi alcune domande. E’ la società corrotta e priva di empatia che genera “mostri” avidi di potere, gloria, ricchezza e sangue?

O essa stessa rispecchia la mostruosità della natura umana nella sua semplicità, mai paga di ciò che ha, che vive in bilico su una perenne inquietudine placata solo da vizi? 

Eleonora