Recensione: I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca

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A cura di Anna Cavestri

Erri De Luca
I pesci non chiudono gli occhi.

È una prosa poetica questo bel libro, di piacevole e veloce lettura.
“A 10 anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la mente si precipita in avanti. .”
De Luca racconta la storia di un uomo che 50 anni dopo ricorda e rivive quel bambino.
L’estate di un bambino in un isola , al mare .
Il mare dei pescatori e non delle spiagge affollate e nemmeno quello dei suoi coetanei.
Dove trascorrere l’estate con la madre e la sorella, facendo cruciverba e leggendo.
Un bambino già adulto per la sua età, cresciuto leggendo i libri degli adulti che ha imparato a conoscere attraverso le letture.
“Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esagerano ad ingrandire -amare.
“A 10 anni, il mio verbo preferito era mantenere, comportava la promessa di tenere per mano, mi mancava. Papà si infastidiva in città a prendere per mano, per strada non voleva , se provavo si liberava infilandosela in tasca. Era una respinta che mi insegnava a stare al posto mio”.
Mentre l’amore “non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra e sotto lo rimescola.
Amare è qualcosa di irritante “Era un dolciume obbligatorio per me indifferente alla pasticceria ”
Sarà l’incontro con una ragazzina , che gli fara’ capire il verbo amare attraverso fitti dialoghi (lei esperta di animali ) e attraverso le sue mani che lei gli prende dopo essersi tuffati in acqua , per sfuggire ad una banda di ragazzini che volevano picchiarlo a fargli scoprire il verbo amare.
È l’unica coetanea con la quale parla quando la incontra in spiaggia , perché lei come lui è” più grande”
“Prima di questa estate io leggevo nei libri e non capivo perché si scaldassero tanto. Adesso lo so fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me …..e ‘ cominciato dalla mano , la prima volta che me lhai tenuta. ..e’ cominciato dalla mano che si è innamorata della tua. .”
Ma è l’amore per il mare quello vero, che vuole vivere come i pescatori, con i quali ogni tanto va a pesca, nel quale si immerge e si lascia avviluppare dalle onde.
Quando l’estate finisce si salutano senza promettersi niente “Non trasciniamoci una promessa che poi tradiremo. Lo sappiamo che non ci rivedremo e se ci capiterà, saremo indifferenti, non ci riconosceremo”
È un racconto avvincente, melanconico, un ricordo di vita passata che l’autore con maestria rivive con la freschezza di quel bambino cresciuto e ancora affascinato per quello che fu.
È la sua infanzia, la sua vita familiare il mare.
I pesci non chiudono gli occhi, si capirà leggendo il perché di questo titolo, è una lettura non banale , poetica non sdolcinata, ricca di punti di interesse e di riflessione.