RECENSIONE DI ” UOMINI, DONNE, DIFATTI” DI  EMANUELE  ANGIONE. A cura di Monica Portiero

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Buongiorno a tutti e ben trovati allo spazio concessomi su LoScrivoDaMe.

Oggi vi racconto della mia ultima, devo dire illuminante, lettura: “Uomini, Donne, Difatti” dello scrittore Emanuele Angione.

Una cover molto carina mi ha atteso all’apertura del file. E’ stata una piacevole sorpresa, come i caratteri adoperati. Vedete, io penso si legga anche con gli occhi e mi fa sempre piacere quando li trovo, mi sembrano quasi una coccola.

 Trama

Di Fatti, di Uomini, di Donne, quanti ne sentiamo ogni giorno, ogni istante. Uomini, Donne, difatti sono loro che parlano e non parlano, fanno e disfano, pensano, riflettono, decidono per poi ripensare e decidere di nuovo.
Fatto o misfatto, conscio o non conscio entra in loro, nella loro mente, nella loro psiche. Alimenta speranze, desideri, ma provoca anche sofferenze, dolori. La linfa infinita dell’Io in ombra tratteggia la loro esistenza. Uomini, donne, siamo noi, e sentiamo anche quando non vogliamo. E’ Riflesso nel quotidiano il nostro ragionare, nello spazio infinito della nostra mente, che è priva di confini reali ed è destinata, a volte all’oscurità, a volte alla luce. “Mens sana in corpore sano” dicevano i latini e davano a questa locuzione un valore esistenziale.
Aver cura di ciò che non conosciamo è esistenza, ma non ti aspettare che tutto sia sempre scontato, la vita è mistero, fuori, ma anche dentro noi. Tutto ciò che è materiale lo vediamo, lo tocchiamo e ne facciamo una dimensione, una realtà, mentre ci impegniamo a comprendere ciò che non è materiale, a spiegarlo ma abbiamo un limite poiché i nostri sensi non percepiscono ciò che è, perché è; e sarà sempre differente per me e per te.
Tangibile è sentir dire sto male, mi sono rotto la gamba e metterò il gesso, intangibile è sentir dire sto male, sono stanco, depresso, ma è sempre stare male. Siamo relativi, razionali, fatti di materia eppure siamo, almeno per il novanta per cento, fatti d’acqua che poi pian piano evapora e diviene mistero. Uomini e donne, difatti, dovremmo fermarci qualche volta e curare la nostra irrazionale ragione facendone un semplice pensiero di vita.

 

 

Recensione

 

Il protagonista della storia è Oliver, 37 anni, professione psicologo per indole e vocazione. Scopriremo in seguito, infatti, la sua abitudine di analizzare ogni emozione con la perizia e l’interesse che lo caratterizzerà per tutto il racconto.

Balza ai miei occhi  la voce narrante, matura e raffinata, con cui l’autore si esprime.

Egli sceglie di coinvolgere il lettore con una esposizione evocativa, adoperando un tono colloquiale che risulta diretto; abbiamo quindi un Oliver calatosi nei panni dell’osservatore che ci racconta uno scorcio di vita riguardante alcuni sconosciuti incontrati durante le agognate vacanze.

La vicenda si focalizza nell’albergo in località Trentino, ad Alba di Canazei, preferito da Oliver. La raffigurazione del luogo ci fa “sentire” la comodità del posto, nonché ci porta ad apprezzare il protagonista-narratore, quale uomo felicemente innamorato della sua Eleonoire e amante delle consuetudini.

In questo luogo di pace,  la storia entra nel vivo e  si arricchisce di nuovi personaggi e quindi di nuove “diagnosi”: il dottore ha molto materiale da osservare e la sua vacanza si trasforma in un teatro ricco di attori in stato emozionalmente confuso, di cui sarà un attento dipanatore di fila.

Ogni persona che gli gravita intorno e l’autore se ne serve per spiegarne il problema specifico, poi mostrato e risolto in modo semplice, chiaro. Io ho trovato rilevante la figura di Melania, ma questo è stato solo un mio gusto personale.

Conclusione

Questo romanzo è un testo discorsivo, interessante per la tematica trattata, di cui ho apprezzato moltissimo il set di caratteri adoperato e la scelta davvero intelligente di mettere, alla fine del romanzo, un’appendice che spiega anche ai prosaici la definizione di psicologia e il ruolo rivestito dallo psicologo nella medicina moderna. L’autore si è stato in grado di tenere vivo il mio interesse, nonostante i molti personaggi che hanno caratterizzato il racconto, non ho trovato buchi di trama e incoerenze.

Grazie Emanuele per la piacevole lettura ^_______^

Monica