Recensione di “Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

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Splendi più che puoi
Sara Rattaro
Garzanti , 2016
217 pp

” ….L’amore ha un inizio e una fine. Noi siamo stati fortunati. Siamo stati felici. E questo non lo dimenticherò mai. Ma ora credo che le nostre vite abbiano bisogno di altro”.

Sono queste le parole che Tommaso utilizza per dire ad Emma, la protagonista di questo romanzo, che non la ama più, che dopo dieci anni di convivenza, tutto è ormai finito. Emma aveva scelto questo uomo , di vent’anni più grande di lei, poco più che ragazzina, mettendosi contro tutta la sua famiglia, andando a vivere con lui senza il supporto di nessuno.
Quando lui la lascia va in crisi, le crolla il terreno sotto i piedi, e dopo un primo periodo di smarrimento , mette in campo la più scontata delle tattiche, uscendo con un altro uomo per fare ingelosire Tommaso di modo che si pentisse della sua scelta. L’altro uomo e’ Marco, ma Emma, pur essendo partita da un presupposto diverso, giorno dopo giorno, finisce per innamorarsi di lui. I due si sposano dopo sei mesi di conoscenza, e iniziano quella che dovrebbe essere la favola che ognuno nella vita cerca di raggiungere. La favola dell’amore, della vita in due.
Un amore folle, impetuoso, che li fonde in un unico corpo.
Purtroppo, per Emma, quel sogno d’amore inizia a svanire, lentamente.
” Non è mai precipitosa. La discesa inizia sempre con un piccolo passo verso il basso”.
Marco dopo una recita iniziale, butta giù la maschera e si mostra per quello che è ; un violento, uno psicopatico, uno di quelli che ti tolgono la libertà, la dignità, la femminilità. Uno di quelli che ti isolano dal mondo, ti denigrano, ti calpestano l’anima sotto i piedi, torturando il tuo corpo.
La prima volta che la picchia lo fa con il bastone dell’ombrellone da spiaggia.
” Rimasi a terra. Soffocavo le lacrime nell’incredulità. Lo guardavo muoversi per la stanza come se stesse riflettendo su qualcosa di importante, come se non mi avesse appena picchiata. Poi il suo sguardo su di me. La paura che non fosse finita. Lui in piedi, dominante. Io a terra, indifesa.
La linea sottile delle cose inspiegabili.”
Da qui ha inizio il terrorismo psicologico che fa a pezzi una donna.
Emma diventa anche madre, e la sua paura aumenta perché amplificata dall’amore per la sua bimba e dal terrore che lui possa fare del male anche a lei.
Anni in gabbia, anni di solitudine, anni di lacrime che scavano solchi. Anni persi. Distrutti.
I genitori di Emma non possono avvicinarsi a lei, quelli di Marco, fanno finta di non conoscere la situazione problematica del figlio, quando in realtà , ben sapevano la sorte che sarebbe toccata ad Emma, ancor prima che lui la sposasse.
Emma subisce , ma vorrebbe tornare a splendere.
Emma combatte, poi si arrende, poi combatte di nuovo, contro il mostro che le aveva giurato amore eterno.
Non vi anticipo se questa donna tornerà a spledere , o se resterà nel buio più pesto, vi dico soltanto che questo libro, pur nel dolore del tema trattato, deve essere letto. Lo dobbiamo a tutte le donne che non ce l’hanno fatta, ma anche a quelle che ne sono venute fuori, e, pezzo dopo pezzo , si sono ricomposte. Lo dobbiamo ad ogni donna, ogni madre, a noi stesse.
Ne consiglio la lettura anche agli uomini, perché il marcio sta in una parte di quell’universo maschile, che ancora oggi, uccide una madre. Chi uccide ( nel senso ampio del termine) una donna, uccide sua madre.
Libro consigliatissimo!!!

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