Recensione di “Che ci importa del mondo” , romanzo di Selvaggia Lucarelli

0
414

Viola Agen, voce narrante del romanzo, è divorziata, l’ex marito è un padre assente e inaffidabile, così la donna è obbligata ad essere una super mamma capace di destreggiarsi tra lavoro, vita famigliare e sociale senza l’appoggio stabile di nessuno. Di mestiere fa l’opinionista, avendo come qualità principale quella di massacrare a suon di sarcasmo e ironia gli ospiti nei diversi salotti televisivi.

Nel privato tuttavia, Viola si descrive come fallibile e infelice, obbligata a portare sempre una maschera e a essere testimonial di un mondo mediatico stessa ignorante, ipocrita e borioso che lei disprezza. Grande cruccio della donna inoltre è quello di non trovare un uomo alla sua altezza, brillante, galante e stimolante a dispetto della sua bellezza e intelligenza. Immagino che in molte si possano rivedere nel personaggio creato dall’autrice amando la sua sicurezza, fatta anche di veniali fragilità, di multe non pagate e di ritardi cronici.

Tuttavia trovo che anche chi non si rispecchia in questo prototipo di donna, potrà godere di un testo vivace, sarcastico e sagace. Non ho mai seguito Selvaggia Lucarelli, ma leggendo la sua biografia mi aspettavo qualcosa di diverso dalla voce più tagliente del web.

L’epilogo mi ha stupita in positivo, poiché ribalta le premesse iniziali e benché sotto certi aspetti possa sembrare banale e stucchevole è anche rassicurante soprattutto in un periodo come questo in cui si ha bisogno di sognare.

Eleonora