Recensione del film “Una storia senza nome” di Roberto Andò

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Un dipinto del Caravaggio, rubato a Palermo nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo e mai più ritrovato, è il protagonista inconsapevole dell’ultimo film di Roberto Andò che muove bene il suo sguardo attento e curioso dentro una commedia che aspira al giallo.

Ma il film è ancor più ambizioso di quanto possa apparentemente sembrare, proponendosi come un sincero omaggio al cinema e alla sua capacità di reinterpretare la realtà.

I personaggi, pur se stereotipati, sono tutti credibili, ad eccezione del misterioso anziano signore da cui ha origine l’intricato plot che non convince nei panni grotteschi di un’improbabile 007.

La sceneggiatura si avvia brillante e coinvolgente, per perdersi però nel finale nei rivoli del dejavu e nel ginepraio di scontati colpi di scena.

Perfetta Micaela Ramazzotti, sprecato Alessandro Gassmann, a suo agio Antonio Catania, impeccabile Laura Morante.

Nuccio Castellino