Recensione del film “Il verdetto” di Richard Eyre

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Cinema mon amour.
by Nuccio.

Un film duro come una roccia e leggero come una piuma. Un film sull’amore vittima dell’inganno della ragione. Un racconto di rara bellezza che obbliga ad interrogarci sulla vita e le sue emozioni che malgrado si neghino ritornano inevitabilmente.

Un giudice specializzata in diritto di famiglia dedica anima e corpo al suo lavoro trascurando se stessa e negando le sue emozioni. Ma il caso di un ragazzo in ospedale cambierà la sua vita. Se la vita è l’arte dell’incontro, come recita Vinícius de Moraes, Il verdetto ce lo dimostra inesorabilmente mettendo in scena lo smarrimento che coglie gli umani loro malgrado e a dispetto delle loro certezze.

Il verdetto inizia come un legal movie ma presto diventa un film drammatico che investiga l’amore, il vero protagonista, e i suoi dintorni.

Emma Thompson e Fionn Whitehead ne sono gli interpreti perfetti e il regista Richard Eyre segue con austera eleganza i loro volti e le loro vite mettendo in scena meravigliosamente, come raramente succede, il romanzo di Ian Mc Ewan “La ballata di Adam Henry” che ne ha firmato anche la sceneggiatura.

Suggella il film una luce di rarefatta bellezza.

Nuccio Castellino