Recensione del film “Green book” di Peter Farelly

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“Il talento non basta, ci vuole il coraggio per cambiare il cuore delle persone.”

Questa è la frase clou del film di Peter Farelly  che affronta il tema del razzismo contro gli afroamericani in un periodo storico, gli anni Sessanta, in cui in America i pregiudizi, le vessazioni e le violenze contro i neri erano ancora esasperati, tanto da essere costretti ad utilizzare una guida stradale, Green Book , in cui erano indicati alberghi e ristoranti dove erano accettati.

Vincitore di 3 premi Oscar come miglior film, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura originale e di 3 Golden Globe,  la pellicola offre un’accurata attenzione per l’ambientazione, fa sognare per la colonna sonora, ma rimane indeciso tra commedia e dramma e intrappolato in una sceneggiatura che tradisce un canovaccio eccessivamente scolastico. Il percorso di formazione appare scontato soprattutto nel finale e i personaggi appaiono verosimili pur essendo il film, paradossalmente,  ispirato ad una storia vera.

Strepitoso Viggo Mortensen che con la sua interpretazione suggella questo classico road movie.

Nuccio Castellino