Recensione del docufilm “Michelangelo infinito” di Emanuele Imbucci.

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Recensione del docufilm “Michelangelo infinito” di Emanuele Imbucci.

di Nuccio Castellino 

È lo stesso Michelangelo a raccontarsi in questo splendido docufilm che ripercorre la straordinaria esistenza di uno dei geni della storia dell’arte e della cultura mondiale.

Ma ben presto il racconto si fa a due voci, con l’entrata in scena di Giorgio Vasari, autore di “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”, che traccia amabilmente l’uomo e il mito.

L’infanzia, i precoci capolavori, le rivalità con Leonardo e Raffaello, ma anche i conflitti e le incomprensioni con le autorità politiche e religiose dell’epoca e soprattutto la sua profonda malinconia e la disperata solitudine a cui lo costrinse l’ambizione, la passione e il tormento nel realizzare opere sempre più straordinarie e imponenti.

Le riprese sono effettuate in ultra definizione che permettono di fare un viaggio davvero ravvicinato con le opere del Buonarrotti che si avrà la sensazione fisica di toccare.

Una fotografia magnifica suggella un film decisamente fascinoso e accattivante, mai autoreferenziale e didascalico.

Enrico Lo Verso ha il volto e il piglio giusti di Michelangelo e Ivano Marescotti veste benissimo i panni del Vasari.

Nuccio Castellino