Recensione a MULINI NERI by Nina Vanigli

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A cura di Monica Portiero

Salve a tutti i cari amici che seguono le recensioni del blog LoScrivoDaMe,

sono qui a parlarvi di Nina Vanigli, autrice di Mulini Neri, un romanzo che riassume bene la fragilità del mondo odierno, narrandola in chiave erotica e colma di pathos.

Trama

 “Guido, Angela e la figlia Ortensia: una famiglia apparentemente perfetta, da spot pubblicitario, pervasa d’amore e serenità cui fa da sfondo un gradevole benessere economico. Dietro i sorrisi patinati, tuttavia, si celano passioni inconfessabili e realtà scomode che finiranno, attraverso momenti di torrido eros, per intrecciarsi con quelle di un’altra famiglia. Shamira: una ragazza giovanissima e disinibita che sembra avere tutto. Eppure bellezza, sensualità, intelligenza e ascendente sugli uomini non basteranno a distrarre il destino.”

 

Di Nina che posso dire?

Esordisce con la “La passione di Ornella” romanzo che mi ha colpita molto ed è un’altra di quelle meritevoli autrici del panorama italiano della quale apprezzo in modo assoluto lo stile di scrittura.

Si pone lucida, discreta e con una vera innegabile maestria, trasporta il lettore su un piano differente dal consueto, un piano carico di sensualità liberamente espressa seppur impastato di sentimenti contrastanti, tessendo nel contempo un varco nel quotidiano che potrebbe essere, perché no?, quello di ognuno di noi.

Shamira è una ragazza di oggi, giovane carina, piena di vita, seppur con qualche sfumatura di noir ben celata a sguardi esterni, nell’animo. E’ la decadenza della vita piuttosto facile condotta dalla maggior parte delle ragazze “moderne” di oggi, hanno tutto sul piano materiale e se non lo hanno cercano modi (più o meno leciti) per ottenerlo, ad essere sotto la lente d’ingrandimento che Nina ha impostato per noi.

Quindi si narra un attimo della vita di questa donna-bambina vestita di spregiudicatezza, truccata di compiacenza verso se stessa che regala il suo corpo a un uomo maturo, troppo o troppo poco, a seconda dei punti di vista. E lui cosa fa?

Lui se ne innamora oppure crede di amarla. Senza esserne ricambiato. Ovvio, la bambina gioca, si concede per puro sfizio, per capriccio, forse per una paura inconscia, ma gioca e questo le frutta tanto. Infine pure troppo.

La lente di Nina ci mostra da vicino anche il disagio di una famiglia così perfetta, così composta da farci persino dubitare… di cosa? Che la perfezione esista o che l’imperfezione più sordida è dietro l’angolo?

Guido e Angela… In che modo si trovano coinvolti in una vicenda tanto scioccante?

Leggete il romanzo. Merita e dona parecchi spunti di riflessione ed è questo che dovrebbe fare un buon libro. Far pensare.

Un abbraccio gigante e alla prossima recensione; io vi lascio con l’augurio di un felice Natale, con la speranza sia carico di doni più spirituali che materiali^_^

Mony