Raymond Carver “Vuoi stare zitta per favore?”

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Raymond Carver
Vuoi star zitta per favore?

A cura di Anna Cavestri 

Ventidue brevi racconti sono contenuti in questa raccolta di Carver. Il suo stile è caratterizzato dalla mancanza di avverbi o artifizi grammaticali vari, solo semplicità ed uno modo di raccontare i dialoghi molto simili al linguaggio parlato. Il fulcro delle storie brevi di Carver non sta solo nel suo modo di scrivere, ma soprattutto in quello che racconta.

Il libro si compone di 22 storie e tutte narrano di vicende di vita quotidiana: tradimenti, donne segnate dal tempo, vicini insopportabili, sconforto, disperazione, delusioni e, purtroppo, spesso anche rassegnazione. Vita reale, lontana dalla favola del racconto fantasioso.
Lo scrittore, attraverso il racconto breve e il metodo minimalista, intende indagare tra le pieghe più nascoste della realtà umana, soprattutto nelle situazioni e nei momenti legati ai normali eventi della vita quotidiana. In questo libro, racconti spiazzanti, crudi, socialmente laceranti trovano posto accanto a storie che scivolano via meno incisive e forti. Carver racconta l’America della sua generazione, quella delle ideologie sconfitte, con stile asciutto e immediato. L’inquietudine e le ansie lasciano spazio a momenti di sgomento, che in queste vite tormentate non manca mai. I personaggi dei racconti sono ben delineati e, anche se sono molto diversi tra loro, hanno qualcosa in comune: la consapevolezza di vivere un’esistenza molto difficile, talvolta quasi impossibile.

Spesso gli atteggiamenti dei protagonisti delle storie di questa raccolta nascondono qualcosa di ostile, un’ombra, un comportamento che non sempre si comprendono. Quella di Carver, molto probabilmente, è la realtà americana meno raccontata, ma forse è quella più vera. C’è l’America delle periferie, quella dei lavori precari, delle difficoltà e dei drammi familiari.

I finali sono quasi sempre aperti, così come lo sono quelli della vita reale. I ventidue racconti brevi del libro hanno come filo conduttore la difficoltà di vivere, il male profondo e talvolta camuffato, dell’umana esistenza
Il racconto che dà il titolo alla raccolta verrà ripreso da Robert Altman e messo in scena nel suo celeberrimo “America Oggi”.
Scrive Cognetti nella prefazione al libro, che la pubblicazione di questo libro è stata per Carver lo spartiacque tra la vita che lo stava portando lentamente alla deriva, dopo il fallimento familiare e l’alcolismo che lo stava annientando e la nuova vita, che gli ha dato, come lui stesso definisce in punto di morte “dieci anni di pacchia”.

Anna
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