Radici in tasca

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RADICI IN TASCA

Ho in tasca radici
di una terra che mai scorderò,
tanti semi di memorie,
di tramonti poggiati sulla valle,
quando il sole solcava i monti
e la sera calava sulle viti.

Traboccano chiari i ricordi
dalle ceste di vimini
che mio nonno intrecciava
tra una rollata di sigaretta e l’altra.

Non scorderò mai
le mie albe bambine,
il mio tempo giovane,
le corse dietro le lucertole,
le passeggiate tra i campi,
i saltelli a campana,
la palla a muro,
la conta a nascondino,
uno, due, tre stella
e tutti immobili a fissare il vuoto.

Sassolini sparsi lungo la strada,
raccolti per ritrovare gli anni in cui
tutto sembrava più intenso,
come il profumo del pane appena sfornato,
le caldarroste sotto la brace,
le mani di mia madre che rammendavano
e quel bacio che aspettavo da sveglia,
facendo finta di dormire.

Reminiscenze annaffiate
che germogliano, ancora oggi ,
in un pensiero che si crogiola
tra un verso e l’altro,
mentre diventano parole
in una rima che non c’è più,
in un tempo che non ha più la stessa fragranza.

@ Anna Cappella @