Radici essiccate

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“Radici essiccate”

di Maria Rosa Oneto 

 

Nello specchio del passato

si stagliavano

statuine sbriciolate del Presepe,

i nani di Biancaneve, le civette sul comò

“che facevano l’amore con le figlie del Dottore”.

Impresse nella memoria tornano:

immagini sbiadite del tempo andato:

vecchie cianfrusaglie

conservate in soffitta.

Aromi sinceri come il gusto del pane,

condito d’olio e sale.

Riprendono sostanza i sogni d’allora.

Quella canzone melodica

cantata a squarciagola.

Un tocco di rimmel a ciglia spalancate.

Il poggiolo della nonna

dove un gatto rosso si leccava

guardando i pochi passanti

con fare annoiato.

Rivivono le emozioni di un’età sospesa.

Ero bambina e ancora porto in cuore:

il Rosario delle Ave Marie,

la voce di zia Tina mentre impastava,

quella mia voglia di crescere in fretta e

scappare.

Un lembo di cielo

come lenzuolo d’estate.

Radici essiccate

dall’acqua di mare.