Raccolti ricordi

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RACCOLTI RICORDI

I

Fu in quel mattino di Maggio,
che la realtà si rovesciò
in un lento adagio di sospiri
e attimi affollati d’amore
scolpirono repliche di carezze
che, ad occhi chiusi,
calcarono il sogno costruito
tra i versi di una poesia a due mani.

Nella penombra della stanza,
scrutarono ombre traballanti
di coscienze graffianti
inabissarsi tra i luccichii
dei nostri sguardi arresi
ad un presente ammaliato
dalle curve segrete delle ore sinuose.

Intrecciò trame di brividi
nel calore umido
dei baci incontrati.
quando tu scoprivi i miei seni
in una morsa vibrante
di fremiti ansiosi
dei tuoi tocchi leggeri,
accostavi le labbra attente
a seminare concerti
di meraviglie velate
con parole versate
nell’onda del delirio penetrante.

E’ rapita fu l’intesa
delle nostre anime nude,
che si persero nel silenzio
delle reciproche voglie.

Il desiderio riflesso traboccò
nella fresca Primavera.
intanto che mi prendevi
senza lasciarmi respirare,
senza darmi tregua, mi afferravi,
ed io tra le mie braccia ti stringevo
con l’accordo di un ennesimo bacio.

E nel respirare forte il senso proibito,
la carne tremava sotto le tue dita,
e ti amavo nella notte che fioriva
al mormorio delle intese,
tra i moti dei nostri fianchi ondeggianti.

II

Tu, condottiero di una danza suadente,
ed io, dama denudata dei propri pudori,
ci ritrovammo nel cerchio
delle sensazioni coinvolte.

Io ti volevo, tu mi cercavi,
tu mi volevi, io ti cercavo
in quel piacere esploso
con l’impeto delle ghermite emozioni,
fino a perderci in un idilliaco gioco
e ad addormentarci sazi
nella stretta curva di un abbraccio
che la notte traslocò sul vigile giorno.

Sì, era proprio l’amore
che viveva il suo attimo sinuoso,
il verso proibito,
il sogno realizzato.

Ora, cosa resta di quei giorni di Maggio?

Solo un sogno legato
all’infame orgoglio sciolto,
che avvelena il tempo senza noi,
e non si sofferma a pensare
che l’amore lascia sempre il suo rimpianto
tra le sterpaglie di un addio,
intanto, che continua a cercare il verso
nel richiamo delle speranze impigliate
nel guscio rotto dei ricordi raccolti.

Anna Cappella