R.J. Palacio. Wonder

0
289

R.J. Palacio
Wonder

August “Auggie”, è un ragazzino di 10 anni, nato con una deformazione facciale di origine genetica molto grave, con una diagnosi tanto complicata e una combinazione di sindromi rara (1 su 4 milioni).
Di fatto August ha un viso completamente deformato da spaventare ed allontanare tutti quelli che incontra. Egli ha subito svariati e complicati interventi chirurgici che lo hanno provato moltissimo.
Ha una sorella più grande: Viola.
La famiglia di Auggie è una famiglia straordinaria, fanno di tutto per cercare di rendergli la vita meno difficile, proteggendolo, spronandolo ma soprattutto amandolo e dimostrandoglielo.
Auggie è un ragazzino sveglio e molto intelligente, ama in modo quasi ossessivo Guerre Stellari.
Il romanzo è diviso in otto capitoli, ciascuno narrato in prima persona dalle persone con cui il protagonista ha a che fare.
È lui il primo a raccontare, è un momento particolare della sua vita, la famiglia vorrebbe che frequentasse la scuola, deve iniziare la prima media ( non è mai andato a scuola prima, ha studiato a casa).
Con la promessa che se non se la sentirà potrà smettere in qualunque momento, Auggie, con timore, ansia e tanta preoccupazione accetta.
Come era immaginabile, non ha avuto una buona accoglienza, a parte tre compagni che aveva conosciuto prima, grazie al preside che si era premurato di responsabilizzarli. Auggie, teneva sempre in testa un cappellino da baseball con la visiera abbassata , il capo sempre chino. Ma questo non era sufficiente a nascondere il volto. È lui che racconta le reazioni di chi lo incontra e si spaventa, o di sapere i commenti che fanno quando lui passa, delle risatine e dell’isolamento che gli creano.
Dei tre compagni che inizialmente lo avevano accolto, l’unico a stargli vicino è Jack, per lui un grande amico e compagno di banco, Julian invece si rivelerà proprio antipatico e Charlotte, gentile ma niente di più.
Nel raccontarsi Auggie è ironico e lo è anche con gli altri quando parla di se, ma pochi lo capiscono.
Racconta del suo passato, di quando usciva con un casco da Astronauta in testa per nascondersi, della sua famiglia, della sorella con la quale ha un rapporto speciale.
A scuola è molto bravo Auggie, ma c’è stato anche un momento in cui, non riconoscibile da un costume durante la festa di Hallowen, ha sentito il suo migliore amico Jack, parlare male di lui.
Con l’appoggio instancabile della famiglia, continua il suo percorso, scosso e titubante. Cambia strategia e fa amicizia con Summer, di qualche anno più grande che si siede al suo tavolo ( schivato da tutti ) a mensa.
Olivia, la sorella, è l’artefice del secondo capitolo, emerge la difficile parte della sorella di Auggie, che le ha portato via le attenzioni della madre che ormai sono tutte per lui. Allo stesso tempo è molto disponibile col fratello, ma sente il peso di essere “ la sorella del “ mostro “, sceglierà una scuola dove nessuno la conosce per non portarsi dietro questa etichetta.
E via via, a parlare di Auggie nei capitoli successivi saranno Summer, Jack, Miranda (amica della sorella), Justin, fidanzato della sorella, e poi ancora Auggie.
L’anno scolastico, ha avuto scossoni e successi nella vita del protagonista, la scuola, i professori, il preside, sono stati encomiabili.
Auggie è riuscito alla fine dell’anno scolastico a recuperare il rapporto con tutti, si erano formate delle fazioni contrapposte, ha fatto la sua prima gita, la prima uscita da casa, è stato un anno scolastico eccezionale.
E’ un libro che affronta un grave problema con ironia ma che non tralascia tristezza e ansia. Si ride a volte, ma anche qualche lacrima arriva facilmente.
È un libro che ha molto da insegnare a tutti, sarebbe da far leggere a ragazzi e genitori.
I genitori di Julian, per esempio, hanno cambiato scuola al figlio, ritenendo non adeguata a lui una scuola che include un disabile.

Ci sarebbe tanto da dire, consiglio invece la lettura, parla da se.

Ps.La scrittrice ha scritto questo libro, racconta, per un’esperienza personale: un giorno al parco coi figli, incontra una bambina affetta dalla sindrome di Auggie, la prima reazione è stata quella di alzarsi di scatto e allontanarsi.
Da questo romanzo è stato tratto un film altrettanto bello.

Anna