QUELLO CHE NON SAI DI ME

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La protagonista del romanzo “Quello che non sai di me” di Meg Wolitzer è Jam, una sedicenne che dopo la scomparsa del suo ragazzo Reeve non sa più “vivere”.

Dopo mesi di tentativi da parte dei genitori di spronarla in qualche modo, non sapendo più cosa fare, decidono di mandarla in una scuola specializzata in “ragazzi fragili”: la Wooden Barn School.

Qui, insieme ad altri adolescenti speciali e grazie a un diario per certi versi magico, riesce a superare la perdita subita, ma riuscirà anche a rivelare un segreto scomodo.

L’autrice Meg Wolitzer è riuscita a descrivere molto bene il periodo particolare dell’adolescenza, le difficoltà vissute dai ragazzi e i problemi veri o presunti che in questo periodo diventano insormontabili e diventa molto facile “perdersi” in luoghi sconosciuti e faticare a ritrovare la retta via.

Ottime le descrizioni psicologiche dei personaggi e scorrevole lo stile narrativo adottato.

Fondamentale il ruolo della professoressa Quenell del Corso Speciale d’Inglese che mi ha fatto ritornare indietro nel tempo in cui andavo a scuola e mi ha fatto ripensare a quanto sia fondamentale per i ragazzi adolescenti avere una guida, un punto d’appoggio sicuro al quale ancorarsi, qualcuno non invadente di cui potersi fidare e su cui poter contare in ogni momento.

Un periodo delicato, nel quale i ragazzi si sentono “sotto una campana di vetro”, sono fragili, suscettibili e basta un nulla per farli scoppiare, entrare in crisi profonda.

Ho apprezzato anche l’importanza che l’autrice ha focalizzato sul “fare gruppo”, sull’aiutarsi l’un l’altro, sul fare squadra per potersi confrontare, scontrare, discutere e trovare soluzioni ai problemi della vita.

Consigliato!