Quando tu vai via

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In realtà quando te ne vai me ne vado.

Me ne vado non appena giri l’angolo ed il mondo nascosto arrossisce sul tuo volto, oppure quando hai gli occhi dipinti di malinconia ed io non so riportarti al presente.

Nell’istante in cui vedo che i panni cuciti
dalla vita sulla tua pelle diventano troppo stretti, mettendo in pericolo il tuo sorriso
e quindi la mia felicità, me ne vado.

Anche io come te riporto l’anima tra le ciminiere delle fabbriche per posarla
sui sacchetti dell’immondizia semiaperti,
levo le radici dalla terra lasciandole seccare sull’asfalto, se sono accanto alle tue.

Perché non posso esser spirito fino a quando sarai carne e non potrò esser giorno fino a quando sarai notte.
E forse perché ho un deserto di silenzi tra le mani che sarà sorgente se tu sarai parola.

Se quando me ne andrò, tu verrai via con me.

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Gianluca Sonnessa
Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.