Quando sarà l’ora

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“Quando sarà l’ora”

di Maria Rosa Oneto 

Quando sarà l’ora

ti chiederò di portarmi

in riva al mare.

Seduta sulla sabbia,

con un cuscino di piume

a proteggere la schiena, le spalle,

accoglierò il garrire del vento

tra la massa incolta dei capelli.

Quando sarà l’ora, in estate o in inverno,

palpiti femminili alla carezza delle onde,

trascineranno il cuore

dove lo sguardo non arriva.

Bramosia e lussuria sulla carne viva.

Sognando

un angolo di quiete che l’anima ristora.

Non avrò voglia di parlare,

né di scrivere d’amore.

Respirerò l’Infinito in una goccia salata

deposta sulle labbra.

Sommersa dall’orizzonte azzurro

che mi freme accanto

con il possesso di un amante.

Quando sarà l’ora

sorriderò al volo chiassoso dei gabbiani,

all’odore di burrasca che incita il cielo,

al fremere di fiori selvatici sulla pelle nuda.

Non avrò paura di scagliare il respiro lontano.

D’essere spirito in un Paradiso di nuvole.

Di andare oltre il limite consueto

Nella placenta di quello stesso mare

che mi ha partorito..

 

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