Psychokiller

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Paolo Roversi
Psychokiller

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Ambientato a Milano, la Milano che è cara a Roversi, la Milano “ da bere “, la città metropolitana per eccellenza.
Gli uomini della Questura sono impegnati alla soluzione di due casi di grande rilievo che hanno toccato la città, una rapina milionaria in una banca, e un killer che uccide le donne sole, dopo averle torturate.
Chiamata a collaborare per questo secondo caso è il Commissario Gaia Virgili, specialista profiler dalla questura di Roma.
La profiler con un colpo fortuito riesce a trovare il killer delle donne sole, anche a stilare il profilo psicologico del killer, un profilo di una persona molto pericolosa, che si maschera bene nella società. Ma le uccisioni continuano e non solo di donne. Ad inquietare maggiormente la situazione è la modalità di questo killer: filma le modalità di uccisione delle vittime e spedisce il filmato , in busta chiusa per posta all’indirizzo del commissario Diego Ruiz della questura che si sta occupando dei casi.

La questura punta i riflettori su Ruiz, ognuno a modo suo da una spiegazione e comincia il “ tutti contro uno, il tutti contro tutti “
Ne viene fuori una triste realtà di persone fragili e di corruzione in un ambiente che dovrebbe tutelare la comunità .

È guerra interna ed è tragedia fuori.
Il killer è in grado di prevedere le mosse della polizia e arriva sempre prima di loro.
I colpi di scena si susseguono veloci, dalla prima all’ultima pagina di questo buon thriller psicologico.

E quando avevo pensato di avere individuato il possibile killer, tutto si è ribaltato nuovamente.
E la rapina milionaria? La ritroveremo, non in secondo piano.
Suspense a tutto tondo.
È quanto geniale è il finale.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, riesce a tenerti con gli occhi sulle pagine e col fiato un po’ sospeso, e traccia profili psicologici davvero interessanti.

Anna