Proponiamo 5 giorni di immersione nel fenomeno del Tarantismo

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Tarantata

Per onorare al meglio i festeggiamenti a Galatina ai SS. Pietro e Paolo e far rivivere l’antichissimo rito terapeutico del ” Tarantismo ” vi proponiamo un immersione totale in questa festa. Intanto la possibilità di pernottare a 25 euro a persona a notte nel centro storico della città di Galatina. Ed un programma di visite guidate, corsi di ballo e tamburello, per toccare con mano questo fenomeno. In attesa della festa patronale di Galatina, che vuole uomini e donne pizzicati da tarantole, scorpioni e serpenti, liberarsi da questo morso atavico attraverso complicati riti. Scopriamo il senso vero della festa e del rito arcaico legato ad essa. Ecco il programma di una serie di visite guidate.

Si parte domenica 26 giugno alle ore 18.00 con un giro negli angoli nascosti del centro storico, pietre che richiamano duelli rusticani all’arma bianca, testine di bambini che piangono sangue, segni magici dentro e fuori le chiese, i resti di una mitica chiese templare, il cavaliere senza testa, le maschere apotropaiche, gli alieni nelle pitture, i diavoli nei portali delle chiese, insomma l’infinita lotta fra bene e male e molto altro ancora, misteri ed esoterismo, culti e tradizioni ancora vive come il tarantismo.

Lunedi 27 giugno, appuntamento sempre alle ore 18.00, per conoscere altri segreti del borgo antico ed alle ore 19.00, in uno dei palazzi storici del borgo antico galatinese, palazzo Tanza del ( 1703 ) alcuni momenti della terapia domestica riproposti e rievocati. Si proseguirà poi alla conoscenza del borgo. Martedi 28 giugno siamo alla vigilia della grande festa. Sempre alle ore 19.00 palazzo Tanza, ancora una riprosizione del rito terapeutico a domicilio. Poi un appuntamento imprescindibile alle ore 19.45 per interpretare e conoscere i segnali della festa, attraverso la grandiosa processione, che si riassumono nel racconto del proverbio galatinese ” Paolo busca e Pietro mangia “. Alla fine della processione alle ore 22.00 accensione musicale delle luminarie. Alle 23.00 l’arrivo delle ” Tarantate ” con i carretti ed alle 23.30 inizia a suonare per prima l’orchestrina e poi di seguito ronde spontanee per tutta la notte fino all’alba per chi resiste. A Mezzanotte zona Fiera fuochi Piro-Musicali. Improvvisamente come per incanto si è creato un cerchio attorno, una ronda improvvisata per esorcizzare questo scorcio del XXI secolo senza regole e valori, cercando a volte anche maldestramente di tenere fede alla tradizione. La chiave di lettura è stata quella di cercare di mettere in rapporto questa musica con le forme che si sono sviluppate in anni recenti, sottolineando le antiche radici comuni.Tarantate L’essenza dei raduni giovanili moderni, senza gli eccessi di un rave-party, un grande rito con tante persone che si abbandonano al ritmo, al canto e alla danza. Una grandissima festa popolare, un’occasione unica dove tutte le generazioni si ritrovano unite a celebrare il loro legame di appartenenza con questa antica terra ricchissima di storia e cultura, e che attraverso la sua rilettura ci aiuta a ritrovare i nostri migliori valori. Torneranno le tarantate a battere forte sui basoli in pietra, per sconfiggere un male atavico che colpisce la nostra terra, nell’aria la voce ed il ritmo della pizzica a ricordare la terra del rimorso con i suoi chiaro-scuri e le sue mille contraddizioni. Ancora stanchi ma ancora curiosi di conoscere le varie fasi della festa, mercoledi 29 giugno alle ore 9.00, dalle tre porte urbiche che ancora cingono le mura del XVI secolo, partiranno momenti di pizzica tarantata con i carretti pronti a portare le tarantate nella cappella di S. Paolo luogo d’incontro alle ore 10.00 per la rievocazione del tradizionale arrivo delle tarantate ed il rito che accompagna e segue la guarigione. Infine giovedi 30 giugno appuntamento in piazza Galluccio alle ore 18.00 per la visione dei filmati datati sul fenomeno del tarantismo ed ampio dibattito e discussione con esperti a partire dalle ore 19.00 con intermezzi musicali curati da ” Officina Zoè ” e dai ” Tamburellisti di Torre Paduli “. Si sente il bisogno della gente di immergersi in questa catarsi collettiva per cercare le radici del mito dove esso è nato.

Per info e prenotazione obbligatoria

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Raimondo Rodia 

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