Procida

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@Ladolcevitaly e Loscrivodame sbarcano oggi a Procida, un paradiso nel Mar Tirreno. Situata all’imbocco del Golfo di Napoli tra Ischia e Capo Miseno ha una dimensione di appena 4 chilometri quadrati. Ad ovest, verso Ischia, è collegata tramite un ponte a Vivara, un isolotto ricoperto interamente di vegetazione. Insieme le due isole fanno parte dell’arcipelago Flegreo.

La costa di 16 chilometri di perimetro è assai variegata, alternando baie sabbiose a baie frastagliate e a picco. Il rilievo più elevato non raggiunge i 100mt. Presenta ben 3 porticcioli da attracco ben riparati. Oltretutto è stata inserita nell’area protetta marina Regno di Nettuno. Il centro abitato, densamente popolato, è diviso in 9 contrade.

L’isola è chiaramente vulcanica come si vede dai suoi golfi a mezza luna e dal suolo composto di tufi giallastri e grigi.

La bellezza dell’isola è data dai colori del mare, della vegetazione e delle tipiche case. Girando per i suoi vicoli che l’hanno resa famosa si può gustare e ammirare la bellezza che rende unica quest’isola.

Il nome deriva da Prochyta, nome di origine romana. Il nome a sua volta viene dal greco Prima Cyme, cioè “prossima a Cuma”, come appariva l’isola ai coloni greci nella migrazione dall’isola d’Ischia a Cuma.

Ma potrebbe anche derivare da pròkeitai, tradotto “giace”, in considerazione di come appare l’isola dal mare. In realtà ci sono diverse teorie sull’origine del nome Procida, difficile capire quale sia quella corretta.

La mitologia greca coinvolge Procida nella lotta tra dei e giganti assieme ad Ischia e al Vesuvio, con Mimante che fu posto proprio sotto questa isola.

Micenei, Calcidesi dell’isola di Eubea, Greci di Cuma, Romani che ne fecero come dice Giovenale nelle Satire, un luogo di villeggiatura tranquillo.

E poi Vandali, Goti, Bizantini della Contea di Miseno (in questo periodo l’isola crebbe parecchio di popolazione, grazie ai profughi in fuga da Longobardi e Saraceni).

Normanni e dominio feudale con i Da Procida che controllarono l’isola per oltre due secoli. Giovanni Da Procida III fu l’esponente più noto, consigliere di Federico II di Svevia e fautore della rivolta dei Vespri Siciliani.

Nel 1339, comunque, l’ultimo discendente dei Da Procida vendette il feudo ai Cossa, famiglia di ammiragli, fedele alla dinastia D’Angiò di Napoli.

Dei Cossa, esponente di maggior rilievo fu Baldassarre, eletto antipapa nel 1410. Dopo i Cossa vi furono i D’Avalos. Il 500 fu funestato da continue incursioni Saracene e Barbaresche ed in questo periodo fu eretto il Castello D’Avalos di Giovan Battista Cavagna e Benvenuto Tortelli e alcune torri di avvistamento.

Poi ancora: Francesi, Borboni e il fiorire dell’attività cantieristica di Procida, una delle più fiorenti del sud Italia fino al XVIII secolo, quando la popolazione supero’ i 15.000 abitanti. Nel 900 Procida visse la crisi dei suoi cantieri soppiantati dalle grandi realtà industriali. Solo negli ultimi decenni, grazie al turismo e alla sua unicità l’isola ha ripreso vigore.

Procida is a small and marvelous island in the Bay of Naples, in southern Italy, situated between the mainland and the larger island of Ischia.

Mercifully off the mass-tourist radar, Procida is like the Portofino prototype and is refreshingly real. Its narrow, sun-bleached streets are the domain of the locals: young boys clutch fishing rods, mothers push prams and old seamen swap yarns.
The island, whose charm has led to it featuring in a number of films, is an ideal place to explore on foot: walking through Marina Grande, Marina Corricella and Marina di Chiaiolella will make the experience unique!

Procida sta dunque sviluppando la sua capacità ricettiva, nonostante la marineria resti un’importante fonte di reddito per gli isolani.

Giovenale, Stazio, Virgilio, Boccaccio nel Decameron con l’amore tra Gian Da Procida e Restituta, Alphonse del Lamartine con “Graziella”, Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, sono solo alcuni autori che, nelle varie epoche, hanno avuto Procida come fonte di ispirazione letteraria.

Passando al cinema: “Il postino” con Massimo Troisi, “Il Talento di Mr. Ripley” con Matt Damon e “Detenuto in attesa di giudizio” con Alberto Sordi hanno trovato ambientazione qui. Il motivo sta nel paesaggio unico e nell’architettura caratteristica di quest’isola.

L’architettura ha origine fra l’Alto Medioevo e il XVIII secolo. Si tratta di un architettura di origine popolare ma con caratteristiche tipiche.

L’arco (che fa da passaggio tra la strada e l’abitazione al pian terreno mentre a quelli superiori delimita il tipico terrazzo locale, il vèfio) e la scala rampante o a dorso d’asino sono le due caratteristiche principali.

Ma non solo questi due elementi contraddistinguono l’architettura locale, anche i colori. Ogni casa si distingue dalla casa vicina per avere un colore quasi opposto. Si dice che ciò derivi dall’esigenza dei marinai di riconoscere la propria casa dal mare.

Queste caratteristiche locali miscelate con quelle delle varie dominazioni che si sono susseguite a Procida la rendono un’isola unica.

Da vedere senza dubbio…Fede

 www.Procida.net

Questa Foto da www.procida.net