Primo Novembre di Monica Pasero

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Folate di vento in questo primo novembre accompagnano i miei passi. Attraverso velocemente quella strada percorsa mille volte nella mia esistenza. Nel tragitto i ricordi si susseguono, mi travolgono, riportandomi a quei giorni, quando la tua calda mano stringeva ancora la mia ed insieme percorrevano la stessa strada per andare a trovare il nonno. Mi dicevi sempre: “Lui riposa qui, un giorno verrò anch’io da lui !”Io avevo paura di quelle tue parole, ero solo una bambina e tu una nonna, la mia nonna! Così mi rattristavo e tu accorgendotene fermavi i tuoi passi, sorridendomi dicevi :<<Ma non ora, ora  sto con te!>> A quelle parole la mia spensieratezza tornava viva in me e riprendevo a  giocare  con i miei pensieri, osservando il volo delle foglie autunnali che si rincorrevano lungo il vialone che conduceva al cimitero. Mi perdevo dietro quel gioco di colori. Il freddo pungente mi faceva arricciare il naso, ma la tua mano calda mi rassicurava e immaginavo già la torta che mi avresti preparato al rientro. Pregustando attimi più sereni. Il vento gelido scuoteva il tuo  foulard di seta grigio che tu trattenevi sul capo, avvolta nel tuo vecchio cappotto di lana marrone, avanzavi lentamente e tra le mani un mazzo di fiori. I tuoi passi erano lenti e stanchi,  dovuti al peso di anni sofferti, in cui non ti sei mai arresa alla vita, ma hai lottato contro il cielo stesso. Così arrivavi con me fino alla lapide del nonno, baciavamo la sua foto e io dicevo: <<Ciao nonno Edoardo!>> tu sorridevi… Oggi sotto questo viale stringo la mano di mia figlia, anche lei osserva il volar di queste foglie. Arriviamo alla tua lapide, lei dice:<< Ciao Nonna bis !>>io sorrido e ti rivedo lì con la tua mano calda che stringe la mia .